Cronaca

Lumini nelle vetrine buie: “Strangolati dalle bollette, sarà ecatombe”

La protesta parte da via Nizza e via Irno oggi 1200 candele agli esercenti della city

Partita la protesta dei lumini davanti le vetrine buie dei negozi di Salerno, da via Nizza fino a via Irno. Secondo quanto riportato dal Mattino, in tanto volontariamente hanno spento le insegne delle proprie attività, lasciandole farsi illuminare solo dalla fioca luce dei lumini come segno di dire no al caro bollette diventato davvero insostenibile per i commercianti.

Salerno, protesta dei lumini davanti alle vetrine buie dei negozi

Lo avevano annunciato e non si sono tirati indietro, in virtù anche di quello che sta succedendo in queste settimane. La protesta è partita da via Nizza fino a via Irno dove numero attività hanno volontariamente spento le insegne delle proprie attività, lasciandole farsi illuminare solo dalla fioca luce dei lumini come segno di dire no al caro bollette diventato davvero insostenibile per i commercianti.

Oggi 1200 candele agli esercenti di tutta la città

Oggi questa rivolta silenziosa ma efficace si estenderà in tutta la città, a partire dal centro fino al centro storico, dove verranno distribuite 1200 candele.

Nei quartieri a ridosso del parco Pinocchio la partecipazione è stata più o meno compatta e i clienti hanno cenato a lume di candela. “Le bollette della corrente elettrica sono triplicate nel giro di un anno – taglia corto il titolare Fabrizio Iannuzzi – e anche noi siamo stati costretti ad aumentare i prezzi. Una Margherita che prima si poteva acquistare a cinque euro, oggi ne costa sei e non è ancora sufficiente per rientrare nelle spese”. A luci spente anche il bar Beatrice, così come il caffè Nizza, dove Noemi Ruocco ammette tutte le difficoltà che comporta essere un piccolo imprenditore: “Abbiamo aperto prima della pandemia – spiega – ed è stato già durissimo provare a resistere. Adesso ci piovono in testa bollette da 2mila euro. È evidente che siamo stati obbligati a far lievitare il costo del caffè da 80 centesimi a un euro, perché prima lo pagavamo 20 euro al chilo, adesso 35. I cornetti ci costavano 45 centesimi e li vendevamo a 80, ora li acquistiamo a 70 e li vendiamo a un euro”.

Anche i supermercati a luci spente

Ad aderire sono anche i supermercati. A luci spente anche il Conad: “La situazione è dura. Noi abbiamo il forno a legna, ma è schizzato anche il costo delle materie prime – dice Rosario Greco di Stipolli – La cosa assurda è che chi passa e ci vede a luci spente pensa che ci abbiano tagliato la corrente”. La protesta finirà il 24 settembre, mentre giovedì tutti gli operatori del commercio si raduneranno coi propri mezzi aziendali presso il parcheggio dello stadio Arechi e in corteo sfileranno sino a piazza Amendola dove chiederanno di incontrare il prefetto.

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