Cronaca

Salerno, soldi e orologi di lusso in casa di un pregiudicato: scattano le perquisizioni

L’attività di pusher gli aveva fatto accumulare un “tesoretto” che custodivano dei fedelissimi di Fiorenzo Parotti,
arrestato lo scorso 15 aprile. Sequestrati orologi di marche prestigiose quali Rolex, Piguet, Montblanc, Bulgari e
Audemars per un valore di 87.770 e una somma in denaro di 106.650 euro.
A rinvenire il tutto sono stati i carabinieri del Nucleo investigativo del Comando Provinciale di Salerno i quali hanno
effettuato una perquisizione domiciliare a carico di 4 soggetti, su disposizione della Direzione distrettuale antimafia
presso la Procura di Salerno.

Soldi e orologi di lusso, il tesoro di Fiorenzo Parotti

Le perquisizioni domiciliari hanno riguardato persone collegate soggetti collegati al pregiudicato Fiorenzo Parotti.
Le attività di ricerca hanno permesso di rinvenire orologi di marche prestigiose e una somma di denaro ingente. Le indagini avviate dopo l’arresto di Fiorenzo Parotti hanno permesso di accertare che lo stesso custodisse il denaro e gli oggetti di valore ritrovati presso le residenze dei quattro individui a lui collegati.

Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Salerno, Pietro Indinnimeo su richiesta del magistrato della
Dda, Marco Colamonici, titolare dell’inchiesta ha emesso decreto di sequestro preventivo di quanto rinvenuto, evidenziando la concreta riconducibilità dei valori a Fiorenzo Parotti.

Il denaro sarebbero il provento dell’attività di spaccio di stupefacenti e gli orologi rappresentano la forma di rimpiego dei ricavi dell’attività delittuosa. Il blitz del 15 aprile scorso portò all’esecuzione di 37 ordinanze
di custodia cautelare (30 in carcere e 7 ai domiciliari).

Con gli arresti fu messa la parola fine al cartello venutosi a creare tra 2 gruppi criminali storicamente contrapposti per il controllo del traffico e dello spaccio a Salerno, Battipaglia, Pontecagnano Faiano, Bellizzi, Acerno, Montecorvino Pugliano, Cava de’ Tirreni, fino a Lanciano, sotto gli occhi dei clan De Feo e Pecoraro Renna. Da un lato al vertice c’è Michele Bisogni (che agisce per conto dei fratelli Sergio ed Enrico) e dall’altro Giovanni Esposito.

E per conto dei fratelli, detenuti fuori dalla regione Campania, Michele Bisogni riceveva periodicamente somme di denaro, provento dell’attività di traffico di stupefacente, materialmente gestita dai fratelli Quaranta, al fine di agevolare l’associazione camorristica.
Tali somme venivano utilizzate per garantire l’assistenza economica e legale ai rispettivi affiliati detenuti o i familiari. L’altro sodalizio dedito allo spaccio vedeva al vertice Giovanni Esposito, il quale ha continuato ad impartire ordini anche durante la sua detenzione presso la casa circondariale di Fuorni.

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