Cronaca

Salerno, quattro arresti: in manette per usura e violenza: interessi fino al 400%

Salerno, quattro arresti: manette per usura e violenza privata aggravata e esercizio abusivo di attività finanziaria, in concorso

Quattro arresti Salerno all’alba di ieri, martedì 5 aprile. Dalle prime ore di questa mattina, i Carabinieri del Comando Provinciale di Salerno hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misura cautelare personale emessa dal GIP di questo capoluogo nei confronti di 4 persone, di cui una in carcere e tre agli arresti domiciliari. Nei loro  confronti sono emersi gravi indizi di reità a vario titolo, di usura, violenza privata aggravata e esercizio abusivo di attività finanziaria, in concorso.

Usura e violenza aggravata: 4 arresti oggi a Salerno

Nelle prime ore della mattinata, i Carabinieri del Comando Provinciale di Salerno hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misura cautelare personale emessa dal GIP di questo capoluogo a carico di 4 persone, di cui una in carcere e tre agli arresti domiciliari, per i reati di usura, violenza privata aggravata ed esercizio abusivo di attività finanziaria.

Le misure custodiali, emesse in accoglimento di richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, che ha diretto e coordinato le indagini, compendiano le risultanze di una complessa ed articolata attività investigativa condotta dai militari della Sezione Operativa del N.O.R. della Compagnia di Salerno fra il 2018 ed il 2020.

Le indagini, svolte mediante attività tecniche e metodi di indagine tradizionali, hanno consentito, secondo la prospettazione accusatoria ritenuta valida dal GIP, di contestare plurime condotte usurarie poste in essere ai danni di dodici persone.

Allo stato delle indagini si è ritenuto che le vittime, molte delle quali in stato di grave bisogno, sarebbero state costrette a corrispondere quote di interesse arrivate a raggiungere un tasso di interesse del 400% su base annua rispetto ai prestiti iniziali, oscillanti tra i 100 ed i 3000 euro, elargiti nel corso di incontri durante i quali erano pattuite le modalità di concessione e di restituzione delle somme. Il giro d’affari ricostruito ammonta a svariate decine di migliaia di euro.


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Gli arrestati

Ai quattro destinatari della misura è contestato altresì di avere assoggettato i debitori con minacce, vessazioni e pressioni psicologiche costanti, giungendo a paventare financo la sottrazione delle autovetture in loro possesso quale garanzia per l’indebito credito vantato.

In un caso, in particolare, uno di essi sarebbe stato costretto a consegnare agli indagati il proprio postamat, poi utilizzato da questi ultimi per prelevare allo sportello somme di denaro pretese quali interessi per i prestiti usurari concessi.

Uno tra gli indagati, Luciano Pisapia, si sarebbe avvalso nella sua attività di usuraio della complicità di due donne anch’esse salernitane a cui era legato sentimentalmente. Il quarto destinatario del provvedimento è Giuseppe Celenta, gestore di un bar nel quartiere Torrione, utilizzato come centrale di riscossione.

In alcuni casi, inoltre, le vittime del reato sarebbero state indotte ad omettere di riferire agli organi inquirenti il rapporto di debitore/creditore che li legava, all’evidente fine di ostacolare il lavoro degli investigatori.

Nel corso delle attività investigative Luciano Pisapia è stato tratto in arresto in quanto trovato in possesso di una pistola con matricola abrasa, che avrebbe più volte minacciato di utilizzare nei confronti delle vittime al fine di rientrare degli asseriti credíti vantati.

I nomi

Di seguito i nomi dei soggetti arrestati:

  • Luciano Pisapia, 52enne salernitano, nullafacente (in carcere):
  • Anna Pastore, 48enne salernitana, casalinga (arresti domiciliari);
  • Laura Miale, 51enne salernitana, commessa (arresti domiciliari);
  • Giuseppe Celenta, 58enne salernitano, commerciante (arresti domiciliari).

Tassi di interesse al 400%

Dodici le vittime accertate nel corso dell’attività quasi tutte residenti nella zona orientale, tra i quartieri di Pastena, Torrione e Mercatello. Diversi anche i loro contesti sociali: dal pensionato alla casalinga, dal libero professionista all’operaio. Persone, molte delle quali in stato di grave bisogno, tanto da chiedere anche piccolissime cifre in prestito che, speravano, di poter restituire a stretto giro. Invece, quelle piccole cifre, sono diventate un cappio difficile da eliminare. Le vittime, dunque, sarebbero state costrette a corrispondere quote di interesse che arrivavano anche ad un tasso del 400% su base annua rispetto ai prestiti iniziali, che oscillavano tra i 100 e i 3mila euro.

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