Salvini a Salerno, striscione rimosso e telefono sequestrato, il capo della Polizia chiede verifiche

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Striscione rimosso e telefono sequestrato durante il comizio di Matteo Salvini a Salerno. Il capo della Polizia ha chiesto delle verifiche

Striscione rimosso e telefono sequestrato durante il comizio di Matteo Salvini a Salerno. Il capo della Polizia ha chiesto delle verifiche per far luce sul caso.

Salvini a Salerno

“Stiamo attraversando un momento particolare nella vita del Paese, vigilia di un appuntamento elettorale importante e caratterizzato da qualche tensione politica. Proprio per questo credo sia interesse di tutti non contribuire ad alimentarle, né coinvolgere nelle dispute quotidiane istituzioni di garanzia come la nostra, tirandole da una parte o dall’altra”.

Lo afferma il capo della polizia Franco Gabrielli, “Noi siamo la polizia di Stato, non una polizia privata al servizio di questo o quel ministro”, aggiunge.

In merito allo striscione contro la Lega rimosso a Salerno, con la polizia che è entrata in una casa privata, Gabrielli spiega: “Ci sono decine di precedenti a tutela di esponenti politici di tutti i governi del passato, in cui sono stati tolti striscioni o simboli che potevano provocare turbative durante le manifestazioni di partito. Per i comizi elettorali c’è addirittura una norma posta a garanzia del loro svolgimento senza provocazioni di sorta”

In merito al telefonino sequestrato

“Mi pare che in questi giorni non ci sia comizio di Salvini senza contestazioni, e non mi risulta si sia impedito di manifestare – aggiunge -. Ma quando si verificano situazioni di potenziale turbativa, spetta al funzionario in strada fare le valutazioni del caso ed evitare che possano provocare conseguenze”.

Questione diversa quella del telefonino sequestrato a Salerno alla ragazza che si è ripresa con Salvini mentre lo apostrofava sui “terroni”:

“Dopo aver visto quel video – spiega Gabrielli – ho valutato che potessero esserci profili di illiceità nel comportamento dei poliziotti, e ho dato disposizione al questore e all’ufficio ispettivo di avviare accertamenti, attivando una procedura disciplinare.

Vedremo quale sarà l’esito, ma l’ho fatto prima che alla polizia venissero mosse accuse false e fuori luogo. Io non ho il potere di censurare l’azione del ministro. Se ravviso comportamenti scorretti dei miei uomini agisco di conseguenza. Senza attendere le reprimende di chicchessia”.

 

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