Sannino si presenta: "Ho sempre sognato di allenare la Salernitana. I miei giocatori devono cucirsi la maglia granata sulla propria pelle"

Il neotecnico della Salernitana, Giuseppe Sannino, si presenta nella Sala Stampa del Seci Center in compagnia del co-patron granata Marco Mezzaroma e del direttore sportivo Angelo Mariano Fabiani.

Prende parola Mezzaroma: “Parte una nuova stagione. L’ultima, quella trascorsa, è stata tribolata. Per fortuna che tutto è bene quel che finisce bene. Pensiamo agli eventi futuri. Abbiamo tanta voglia di fare. Permettetemi di fare un ringraziamento a mister Leonardo Menichini che è stato apprezzato e perché ne siamo grati. E soprattutto un ringraziamento al professore Pasquale Iannoto. Ora lascerò la parola a Sannino. Solo due note d’introduzione. Ci siamo visti personalmente qualche giorno fa, prima della firma del contratto, a Roma. Abbiamo fatto una lunga chiacchierata. Mi ha colpito una cosa che mi ha detto: “Non è perché lei sta qui. Quello di venire ad allenare la Salernitana, una piazza come quella di Salerno, è un punto d’arrivo”. E’ una frase che mi ha colpito. Quella voglia di confrontarsi con una piazza come quella di Salerno è un ottimo biglietto da visita”.

Sempre Mezzaroma sul tabù delle mancate conferme degli allenatori nell’epoca Lotito-Mezzaroma:”Fermo restando che c’è sempre una prima volta. Su Sannino, per quanto mi riguarda, mi piace molto che ragioni in termini di gruppo e non di singoli. Gli Europei li abbiamo visti. L’Italia è una squadra che aveva una qualità tecnica inferiore ma con la forza del gruppo ha ottenuti risultati importanti. Il mio auspicio è che non vi siano gelosie, primedonne. Tutti devono mettere a disposizione il proprio talento. E’ il campo che decide. Ad inizio stagione siamo tutti belli, con i capelli biondi e gli occhi azzurri. Che possa essere l’inizio di una collaborazione proficua”.

Sannino: “Buonasera a tutti. E’ un onore essere qui. Nel calcio le notizie corrono nel giro di un amen. Ho passato un anno a vedere le partite a casa. Salerno è sempre stata una piazza dove non ho visto la categoria ma c’è un’intera provincia che ama il calcio. Ho sempre voluto allenare in questa città. Una piazza dove c’è tanta pressione, ma anche tanto entusiasmo. Mi è sempre piaciuto vivere un giorno da leone. Preferisco fare l’allenatore in una città dove c’è calcio, c’è quell’adrenalina con questi grandissimi tifosi. Sono stato in stadi importanti ma non ho visto un entusiasmo del genere altrove. E’ sempre stato un mio sogno che finalmente è diventato realtà. Con il direttore c’è stato un ammiccamento ma pensavo che la panchina della Salernitana fosse ad appannaggio di Inzaghi. Sono sempre stato un “fatalista”, e anche stavolta il “fato”mi ha aiutato a trovarmi in una panchina dove ho sempre sognato di allenare”.

Sulla rosa a sua disposizione:” Il mercato è stato fatto, con l’arrivo di tre-quattro calciatori. Credo che i numeri trovino sempre il tempo che trovino. E’ importante lo sviluppo del gioco. La coralità di una squadra. Sono nato con il 4-4-2 ma ho capito che il calcio si può giocare in tanti modi. Per fare un campionato di un certo livello devi mettere in campo una squadra che dev’essere camaleontica. Lavoreremo sulla difesa a 4 e sulla difesa a 3. Poi in ritiro si sviluppano da tante cose”.

Sull’attuale rosa:”Noi abbiamo delle punte, dei centrocampisti e dei difensori. 3-5-2/ 4-4-2 ma cambia poco. Sono cose squisitamente tecniche che lasciano il tempo che trovano”.

Sulle parole di Lotito:”Parto dalle parole di Lotito. Un presidente stimola un suo dipendente, ed è giusto che è così. A me non piace fare proclami né parlare prima. Sono abituato a lavorare giorno dopo giorno. Attraverso il gioco otterremo risultati. Il calcio è lo sport più bello del mondo perché ognuno può avere la sua idea. Iniziamo, lavoriamo e poi strada facendo vediamo come quagliare il tutto. Tutti vogliono vincere. Il Cagliari ha vinto il campionato ma ha vissuto momenti difficili, perdendo parecchie gare di fila. Queste sono statistiche. Noi dobbiamo avere un’idea. Dobbiamo essere tutti una sola cosa e per tutti mi riferisco anche alla stampa. ”

Sul momento poco positivo vissuto nell’ultimo periodo da allenatore: “Ho sempre vissuto tutte le mie storie anno per anno. Bisogna guardare il presente, sperando che possa portarci un futuro migliore. Tutti i momenti, belli e meno belli, sono importanti. Ringrazio il Direttore e il Presidente per avermi portato qui, con la mia incazzatura riusciremo a toglierci soddisfazioni”

Sulle precedenti esperienze:”L’ho vissuto da disoccupato. Situazione Inzaghi? E’ normale che il Direttore mi ha detto le cose come stavano. Mi son comportato come tutti gli allenatori che aspettano a casa. Se veramente vuole sapere qualcosa di quello che ho fatto andate su internet. Palermo è stato l’anno con più richieste in Serie A. Catania basta che chiedete ai vostri colleghi siciliani. Con Carpi ci sarà modo e tempo per parlare. Io mi sento un uomo del Sud, seppur abbia vissuto al Nord per motivi di lavoro dei miei genitori che mi hanno formato e dato valori importanti. Fare qualcosa d’importante nella mia terra è gratificante”.

Sulle caratteristiche:”Più sei duttile, più migliori. Ho giocato sia a 4 che a 3. La predisposizione è quella di avere sempre due punte. Dipende molto da quello che dai ai calciatori, almeno la penso così. Al di là di essere dei condottieri”.

Sul mercato:”Un mercato, questo, troppo lungo. Perché hai sempre calciatori che se ne possono andare. Tutti vogliono migliorarsi, non so se a livello di squadra o economico. A volte è meglio aspettare. I giorni son sempre meno, Certamente noi non aspettiamo, lavoriamo e cerchiamo di migliorarci anche perché abbiamo una Coppa Italia. I ritiri son fatti per conoscersi e per dare dei concetti. Il sogno sarebbe averli quasi tutti. Dipende molto da logiche di mercato. E proprio per questo, penso che sia meglio non fare nomi”.

Su Sciaudone:”Sciaudone è un ottimo giocatore perché penso che il calciatore avesse qualche rimostranza. Sicuramente arriverà qualcun altro al suo posto”.

Su Inzaghi:” Ad Inzaghi faccio un grande in bocca al lupo. E’ sempre difficile per noi allenatori vivere situazioni come le nostre. Quando partiamo per una stagione abbiamo sempre con noi dei dubbi. Sicuramente è un compito che mi fa capire che si può diventare importanti in questa piazza. Salerno è una piazza che vive di passione come me. La passione bisogna gestirla”

Su Rosina: “Perché Rosina è un trequartista? Per me ha giocato da esterno, seconda punta. In un centrocampo a tre da mezzala. Brienza ha fatto tutto l’esterno e credo che sia stato il suo miglior anno, al punto che lo voleva la Juventus. Dobbiamo trovare dei calciatori che si calano nella mentalità e siano funzionali del progetto. Se ne è parlato, se ne parlerà ancora non so come andrà a finire”.

Quale obiettivo:” La società mi ha chiesto di andare a Salerno, lavorare e fare il meglio possibile. Mi piace ricordare che la Salernitana ha perso partite in cui meritava la vittoria. Schiavi? L’ho visto giocare poco lo scorso anno a causa dell’infortunio. Con me è meglio parlare del “noi”, vorrei che non vi concentraste sui singoli. In Italia siamo tutti allenatori. Siamo tutti simpatizzanti per l’uno o per l’altro. Ci facciamo prendere dal giudizio”.

Un giudizio sulla squadra: “E’ una squadra da completare. Abbiamo bisogno di vedere dove limare. Questo avviene nel lavoro a ritiro. E’ giusto dire che “questo debba giocare” o “mandarlo via”. Siamo coperti in tutti i ruoli per il momento. Il Direttore e il Presidente vogliono fare di più. Attraverso il mio lavoro sul campo, quello del Direttore sul mercato miglioreremo la rosa. In difesa abbiamo tanti calciatori. A centrocampo tanti simili tra loro e in attacco due goleador che ci invidiamo. Qualcosa la cercheremo anche lì”

Quali obiettivi: “Partiamo e vediamo. Il Crotone doveva vincere il campionato? Penso che si volesse salvare. Intanto iniziamo a lavorare. Certi ragazzi, da un anno all’altro possono essere irriconoscibili e migliorare”.

Messaggio ai tifosi: “Intanto voglio fare loro i complimenti. Una squadra che si salva all’ultima giornata e ha tanti spettatori merita solo ringraziamenti. I giocatori dovevano dire grazie a fine gara. Il malumore che c’è stato alla fine può capitare. Credo che allenatore e giocatori sono in debito. Siamo in debito per quello che non vi abbiamo dato. Noi dobbiamo fare meglio, e lo possiamo fare lavorando giorno dopo giorno”.

Sulla preparazione atletica:”Non ha senso partire sparati. Una casa è buona con delle fondamenta. Il campionato di B è lungo e dovremmo essere lucidi e di correre il più lungo possibile”.

Su Terracciano: “Terracciano è venuto a Catania infortunato e pertanto ha giocato poco, se non nulla con me. Ha avuto un buon impatto quando è venuto a Salerno. Forse ha sofferto la troppa alternanza. In tutte le squadre, uno dei ruoli da fissare è quello del portiere. Terracciano fa parte della Salernitana, è un portiere che può dimostrare le sue qualità”.

Su Menichini:”Lui ha vinto un campionato, ha salvato la squadra e gli faccio un in bocca al lupo per la sua carriera. L’anno scorso non riesco a percepire. Subire meno goal possibili è importante. Mi auguro di poter infondere ai ragazzi quella capacità di essere presenti”.

Su cosa darà Sannino ai propri giocatori:” Mi sento una persona fortuna che per “n” motivi mi sono catapultato in una piazza importantissima. Avremo una squadra in campo, degli uomini che se la devono cucire addosso. Chi indossa questa maglia deve avere un debito di riconoscenza con i tifosi”

Mezzaroma su Simone Inzaghi:”Repetita juvant che direbbe qualcuna di nostra conoscenza. Anche se reputo che l’originale è meglio del “pezzottato”. L’ipotesi Simone Inzaghi non è stata fatta come scelta in ottica subalterna. Io più che dirlo non so che fare. Le scelte possono essere giuste. Io e mio cognato ci troviamo due piani distinti. Lui sa che è anche l’unico modo per tutelare il suo investimento. Io e mio cognato siamo orgogliosi della Salernitana, questo è quello che conta”.

Sul modo di allenare la squadra:”Dipende molto da chi affronti. Io non posso essere il tipo che decide di difendere alto o basso. Il calcio è anche studio. La cosa più importante è quella di avere una fisionomia. Una squadra di corsa, intelligente. Una squadra si costruisce con tante qualità. C’è l’ingegnere, il muratore. Ognuno deve sapere cosa fare. Ognuno deve sapere cosa ha vicino”.

Su Zito:”Zito è un calciatore che può giocare in più ruoli. Sui giovani? Se è un giovane “bravo” non bisogna guardare la carta d’identità. Guardate Odjer. Tuttavia, ritengo che bisogna avere la forza di uno zoccolo duro”.

Fabiani: “Consentitemi di ringraziare tutti coloro i quali non fanno più parte della Salernitana. La vittoria di un campionato, la salvezza della categoria. Onore e merito ai calciatori che non sono rimasti. Cosa manca a questa Salernitana? Mancavano due esterni bassi e sempre su questa indicazione abbiamo preso due ottimi terzini. La società non ha mai fatto mancare gli sforzi. Cercheremo di migliorare. Non sempre è facile. Rosina, come Munari, sono due giocatori attenzionati dalla Salernitana. E di gradimento del mister. Non si può andare dietro ad un mercato folle. Il calcio non è solo i “90 minuti”. Vedete il Lanciano, ad esempio. Non si sono iscritti. C’è stato qualcosa che non è funzionato. La società mi ha sempre detto di avere i conti in ordine. Ovvio che fa investimenti importanti, dimostrati come gli investimenti su Odjer e Coda. Questo vuol dire programmare in tempo. Quando venni qui, tre anni fa, dissi che azzeravo tutto. Riuscimmo a centrare la B al primo colpo. Cosa c’è dietro l’angolo? Mi auguro di migliorare quello dello scorso anno. Smaltire le scorie di una ripartenza non è mai facile. Quando fai una squadra per la Lega Pro. Ti ritrovi i contratti pluriennali. Vinci il campionato e ti trovi con il vincolo dei 18 in lista. Sei costretto, giocoforza, a mantenere con l’organico. Fermo restando che ringrazio il gruppo di questi ragazzi che ha salvato il gruppo dalla retrocessione. E’ stucchevole ripetere gli infortuni e quant’altro. Gli errori son tanti e a volte non si torna indietro. Soltanto chi non ci mette la faccia non commette errori. Lavoro in una società in cui non mi hanno mai fatto forzature. Ovvio che qualsiasi cosa che io faccio la propongo. Inzaghi è stata una mia idea. Sommessamente chiesi di poterlo avere come nuovo allenatore. In ordine temporale è venuto fuori Sannino. Con cui ho cenato una cosa insieme a Sasà Avallone e Bianchi. Dissi a Sannino, ho dato disponibilità Inzaghi. Ti dico anche che se salta Bielsa sei il primo della lista al vaglio della proprietà. Non è una prima/seconda scelta. Ci sono dei percorsi, come nella vita, che fanno giri lunghissimi”

Riprende la parola Sannino: “Io ho quasi sessant’anni. S’incomincia ad essere vecchietti. Andando avanti diventerò più saggio. Sentendo anche i calciatori con cui ho allenato, c’è grandissimo entusiasmo a Salerno. Penso sempre che sia il campo quello che decide. Siete una piazza straordinaria. Vorrei che se ne parlasse in tutta Italia. Voglia di tutti di costruire qualcosa. Sarà un anno che, con l’aiuto di tutti, potrà darci soddisfazioni”.

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