Sarno: 5 milioni di euro per il sequestro di beni del boss "Rafele"

I carabinieri di Napoli sequestrano i beni di un boss di Poggiomarino per l'ammontare di 5 milioni di euro

SARNO. Sequestrati i beni del boss di Poggiomarimo, Raffaele Rosario Boccia, per un totale di 5 milioni di euro.
I carabinieri di Napoli hanno posto i sigilli a 5 vigneti, 3 uliveti, un agriturismo, una villa e numerosi depositi bancari.
Deceduto all’età di 66 anni nel 2010, il boss “Rafele ‘o mbrugliò” era legato al clan Alfieri, e noto, tra l’altro, per essere riuscito ad assumere la presidenza dell’ Asl.
La base delle attività illecite era la scuola ‘Settembrini’ .Fu la Guardia di Finanza su mandato della Procura di Torre a scoprire una maxi-truffa disponendo già il sequestro dell’istituto, stamane sequestrato nuovamente. Ai domiciliari finirono l’amministratore unico, Boccia figlio, e la dirigente scolastica Pasqualina Falanga, moglie di Rosario Boccia e già arrestata col marito nel ’94 per una truffa simile quando l’indagine coinvolse anche l’ex comandante della stazione dei carabinieri di Poggiomarino: furono accusati di smerciare titoli di studio in cambio di denaro con tariffe variabili fra i 10 e i 30 milioni di lire presso il Settembrini.

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