Cronaca

La difesa di Savastano: escono i nomi di Credendino e Salsano

Savastano ha spiegato di aver ristabilito contatti con Zoccola per conto di “terze persone”, Domenico Credendino ed Adolfo Salsano

Nino Savastano si difende nell’udienza a Salerno, dichiara di aver ristabilito i contatti con Zoccola per conto di “terze persone” ovvero Domenico Credendino ed Adolfo Salsano. Il primo, secondo quanto riporta la Città, ex commissario di polizia e presidente della fondazione Carisal e il secondo funzionario comunale a Salerno e attuale presidente del Consiglio comunale di Cava de’ Tirreni.

La difesa di Savastano a Salerno: escono i nomi di Credendino e Salsano

Dichiara di non aver nulla a che fare con il rinnovo degli appalti alle cooperative sociali. Accompagnato dal suo legale, l’avvocato Cecchino Cacciatore, Savastano è arrivato all’udienza alle 9.15 in punto ed è uscito dopo tre ore.

La versione di Savastano

Il consigliere regionale si è dichiarato completamente estraneo ai fatti accaduti. Savastano ha dichiarato di non essersi mai interessato di proroghe di appalti, che non interessavano nepppure al suo ruolo di assessorato e di non aver mai parlato con Luca Caselli, dirigente di Palazzo Guerra finito ai domiciliari, di queste vicende, né di aver mai presenziato ad incontri tra i condannati.

La conversazione

Credendino, come Salsano, è un supporter di Savastano e durante un incontro in un ristorante, l’ex funzionario di polizia disse: «Alla nostra squadra… dai siamo grandi.., Nino è il nostro capitano » . Salsano e Credendino non sono indagati per il momento. Ieri sono stati interrogati anche il 44enne Davide Francese che si è avvalso della facoltà di non rispondere, il 57enne Dario Renato Citro, il 49enne Vincenzo Landi, il 56enne Davide Minelli, la 31enne Maria Grazia Mosca e la 55enne Lucia Giorgio, tutti di Salerno e presidenti di varie cooperative, ora all’obbligo di dimora fuori del capoluogo, hanno dichiarato la loro versione dei fatti.

 

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