Sbarco migranti, nel mirino della Procura gli altri scafisti

Prosegue l'inchiesta della Procura sullo sbarco di migranti: nel mirino degli inquirenti gli altri scafisti

Prosegue l’inchiesta della Procura sullo sbarco di migranti avvenuto lo scorso 5 novembre.

Le indagini fino ad oggi svolte hanno consentito di acquisire prove che hanno confermato i gravi indizi di colpevolezza a carico di due uomini (fermati nei giorni scorsi), che sono accusati di aver contribuito, con le loro condotte, alle attività di tratta delle persone e di aver organizzato e trasportato 146 persone a bordo di un gommone poi intercettato, in acque internazionali, dalla Cantabria.

All’identificazione dei due scafisti, avvenuta nei giorni scorsi, Al Bouzid Mohamed Ali, di origine egiziana e Harar Al Mabrouc Wisam, di nazionalità libica, si è giunti grazie alle dichiarazioni di più migranti che viaggiavano a bordo dello stesso gommone pilotato dai fermati.

In occasione della udienza di convalida del fermo, i due indagati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato il decreto di fermo disposto dal Pm ed ha applicato ad entrambi i suddetti indagati la misura della custodia in carcere come richiesto dalla Procura.

Le indagini proseguono per identificare gli altri scafisti che hanno operato sugli altri tre natanti e per l’identificazione dei contrabbandieri appartenenti alle organizzazioni criminali operanti in Libia ed in Italia nella tratta dei migranti.

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