Scafati: Cassazione conferma patto mafioso, per Aliberti si attende il riesame

Pasquale Aliberti

La Cassazione dice no alla richiesta di misura cautelare.

SCAFATI. La Cassazione conferma l’impianto accusatorio ed il “no” in attesa del Riesame per Pasquale Aliberti ed i due esponenti del clan Ridosso-Loreto, Gennaro e Luigi Ridosso. Il patto politico mafioso c’è stato ed è confermato.

Per il fratello dell’ex sindaco di Scafati, Nello Maurizio Aliberti, sembra invece non pendere alcuna spada di Democle per il momento. A quanto pare il fratello minore del decaduto primo cittadino scafatese non aveva alcun poter e sarebbe estraneo al patto che ha legato Pasquale Aliberti al clan Ridosso.

Respinta la richiesta di misura cautelare, la Corte di Cassazione ha poi illustrato le divergenze tra i motivi portanti della campagna elettorale di Aliberti, ossia la lotta alla criminalità organizzata, ed i metodi usati dallo stesso per arrivare alla carica.

La battaglia contro l’illegalità, secondo quanto detto dagli ermellini, sembra essere stata solo uno specchio per le allodole mentre l’ex primo cittadino stringeva patti proprio con le famiglie mafiose. Confermata dunque l’aggravante mafiosa, ma la Cassazione dice no alla misura cautelare in quanto «può essere disposta solo per delitti, consumati o tentati, per i quali sia prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni, con conseguente inapplicabilità di tale misura coercitiva alla condotta delittuosa indicata».

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