Scafati, lo sfogo notturno dell'ex sindaco Aliberti

SCAFATI. Dopo lo scioglimento del consiglio comunale di Scafati per infiltrazioni camorristiche, deciso ieri, è arrivato lo sfogo notturno dell’ex sindaco Pasquale Aliberti. La scorsa notte, l’ex primo cittadino ha pubblicato su Facebook un lungo post. Ecco il testo: Non credo più in questa parte del paese #italia che con gli strani teoremi e le […]

SCAFATI. Dopo lo scioglimento del consiglio comunale di Scafati per infiltrazioni camorristiche, deciso ieri, è arrivato lo sfogo notturno dell’ex sindaco Pasquale Aliberti. La scorsa notte, l’ex primo cittadino ha pubblicato su Facebook un lungo post.

Ecco il testo:

Non credo più in questa parte del paese #italia che con gli strani teoremi e le dichiarazioni dei presunti #collaboratori di giustizia, in cerca di benefici, prova a rovinare famiglie che hanno costruito la loro storia con passione, amore e competenza.

Non credo in questa #italia dal falso #populismo, della demagogia di facciata che con le invenzioni dei proiettili, del trik trak, dello #stalking e delle minacce anonime a distanza di più di tre anni è capace di inventarsi anche il mandante di una minaccia di morte.

Non credo a questa #italia che davvero crede che un collaboratore di giustizia in #carcere nel periodo delle elezioni e oltre, sostiene di aver fatto campagna elettorale per le regionali in 5 comuni, nessuno appartenente a quel #Collegio elettorale.

Non credo a questa #italia che crede ad un collaboratore di giustizia su un patto elettorale stipulato da un amministratore con un giovane laureato, non malavitoso, a cui, secondo la stessa accusa, lo stesso politico avrebbe suggerito di prendere le distanze e #sconfessare la propria famiglia malavitosa.

Non credo in questa #italia i cui amministratori, pur non avendo mai concesso niente ad un ipotetico clan sono condannati ad andare in #carcere perché un presunto pentito, per riferite persone parla di promesse, nonostante tutto, mai ottenute ecc.

Eppure continuo a credere nella #giustizia e che in questa vicenda alcuni presunti avversari politici si siano comportati con lealtà.

Voglio restare un romantico ma allo stesso tempo devo pur chiedermi qual’è il ruolo dell’imprenditore che era chiaramente a capo del clan? Qual’era il ruolo del politico che chiedeva voti in cambio di danaro? Qual’era il ruolo del politico che minacciava la mancata stabilizzazione, assunzione della moglie in comune? Quale era il ruolo dell’oppositore che non ha mai pagato la tassa sui rifiuti o l’altro che voleva una semplice variante urbanistica per trasformare un terreno agricolo in zona commerciale?: è possibile siano diventati #paladini della giustizia, proprio #loro?

E allora quanto coraggio abbiamo avuto o quanto siamo stati stupidi nel acquisire la proprietà di un noto esponente di un vero clan per realizzare un centro sociale a san Pietro, per gli anziani o i disabili? È duro rispondere, ti brucia dentro, soprattutto sapere che per questo #Stato in certi casi si è confuso il concetto di legalità.

Eppure, nonostante tutto continuo a credere nella #magistratura e a pensare che questa stessa l’Italia è pur sempre un grande paese….o almeno provo a sperarlo.

Lo faccio soprattutto per i miei figli #Nicola e #Rosaria, per alleviare loro le sofferenze di una storia che un giorno meriterà di essere raccontata senza ironia #WLItalia

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