Cronaca

Scandalo al Ruggi: nei guai i furbetti del cartellino – I NOMI

SALERNO. Ruggi travolto da un secondo filone d’inchiesta sull’assenteismo. Sotto l’occhio vigile della Procura della Repubblica vi è un ricchissimo elenco composto da 766 lavoratori dell’ospedale di via San Leonardo. Sono stati coinvolti nell’indagine i furbetti del cartellino dell’inchiesta del 2014 (quando furono applicati degli occhi elettronici per verificare le timbrature aziendali).

Alcuni indagati (ritiene il pm Francesco Rotondo) non hanno solo commesso il reato di truffa ai danni dello stato, ma gli viene contestato anche il reato di associazione a delinquere (416 del codice penale) un sistema atto ad avere il cartellino sempre timbrato anche quando non si è presenti sul posto di lavoro. Secondo la procura, dunque, alcuni dipendenti avevano unito le forze per eludere i controlli. Sono 18 i trasgressori, 13 dei quali formati da persone che erano in servizio negli stessi reparti.

Alcuni operavano illegittimamente in altri gruppi, per dare una mano agli operatori sanitari, consolidando così l’abitudine  di consorziarsi, per ottenere la marcatura dei cartellini affidandola a chi era stato scelto per arrivare puntuale sul luogo di lavoro e timbrare per tutti. Si tratta di un organismo ben oleato, atto a a garantire la timbratura del badge aziendale, pur sapendo di incorrere almeno in sanzioni amministrative.

Nelle mani della procura, inoltre, vi sarebbero anche i nomi di docenti e medici che non hanno adempiuto al loro dovere, contravvenendo agli obblighi di marcatura. Nel nuovo elenco figurano sindacalisti primari, medici, radiologi.

Ecco un primo elenco dei lavoratori ai quali è contestato il reato di associazione per delinquere. Antonio Aliberti, Ciro Sorgente, Biagio Gizzi, Vincenzo Siniscalco, Antonio Amoroso, Guillermo Vicente Venosa, Matteo Quaranta, Salvatore Della Femmina, Lucia Caserta, Alfonso Apicella, Francesco De Martino, Roberto Tozzi, Carlo Sabatino, Renato Nicoletti, Vito Esposito, Alfonso Marramao, Vincenzo Califano, Guglielmo Tura De Marco, Francesco Fasano, Antonio Criscuolo, Carmine Strollo, Antonio Panariello, Francesco Califano, Saverio Cavallo, Pasquale Dello Schiavo, Cesare Rocco, Gennaro Salernitano, Vincenzo Carratù, Vincenzo Pagano, Matteo Santoro, Antonio Izzo, Matteo Giannettini, Giuseppina Casella, Carmela Finizio, Annunziata Cirino, Carmela Procida, Maria Rosaria Caserta, Margherita Oliva, Rosa Aliberti, Guglielmo Crucito, Mario Picariello, Mario Giuseppe Di Lieto, Bonaventura Francesco Di Lieto, Alberto Damiano, Raffaele Viceconti, Ferdinanda De Rosa, Ciro De Pasquale, Luisa Ragone, Carlo Pero, Ernesto Spacagna, Emiddio Falcone, Francesco Di Palma, Giovanni Salsano, Luigi Pandolfo, Luciano Perrotti, Domenico Sofia, Carmine Iannone, Maria Fortunato, Lucia Rallo. Secondo quanto appurato dalla magistratura, vi sarebbero anche persone che facevano parte di più gruppi (in tutto ne sono stati contati 18) di “mutuo soccorso” per la timbratura del cartellino.

(Fonte: La Città)

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Antonio Bassano

Giornalista pubblicista dal 2017, ma anche eterno appassionato di lotta, pittura, street photography e del mondo otaku. Cresciuto giornalisticamente grazie al quotidiano L'Occhio di Francesco Piccolo, Antonio Bassano ha un approccio alla professione letterario semplice e spontaneo, nonché orientato a mettere a nudo la notizia senza commistioni o forzature.

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