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Scandalo calcio a 5: “salvati” dalla prescrizione

SCAFATI. Arriva la prescrizione ed escono di scena i sette gli imputati del processo sulla gestione dell’American Bingo di Scafati. La società che lo gestiva. infatti, secondo la procura di Nocera Inferiore, avrebbe indicato costi fasulli nella dichiarazione dei redditi del 2005 e del 2006 per circa 300 mila euro.

A processo erano finiti due anni fa il 45enne Pietro Palomba di Scafati, amministratore di fatto della società, e il 65enne Carlo Liberto di Castellammare di Stabia e il 64enne Luciano Cretella di Scafati, legali rappresentanti della stessa; il 52enne Attilio Cappiello e il 47enne Ferdinando Giordano di Castellammare di Stalla della ‘Globo editori srl” di Napoli; la 30enne Giuseppina Di Maio di Torre Annunziata. di una impresa di polizie; e il 34enne scafatese Marco D’Ambrosio. ammini-stratore unico della “Real Scalati srl” e della “S.S. Real Scafati calcio a cinque”.

Il pm Giuseppe Cacciapuoti sosteneva che l’amministratore di fatto dell’American Bingo e i due suoi legali rappresentanti avessero messo in bilancio per il 2005 costi per 97.000 euro e per il 2006 di 208.000 euro, utilizzando false fatture. I tre avrebbero messo in bilancio questi costi, per ingannare i soci e intascare un maggior utile pari al 5%. Diversa la posizione degli altri quattro imputati che avrebbero emesso le fatture per favorire l’American Bingo, consentendo cosi di evadere le imposte sul reddito e quelle sui valore aggiunto. Di Maio avrebbe emesso una fattura da 9.000 euro; Cappiello e Giordano più d’una per un totale di 154 mila euro e D’Ambrosio per 197 mila euro in toto. L’indagine è stata curata dalla guardia di finanza di Scafati.

I sette già erano stati rinviati a giudizio nel 2012 per gli stessi fatti, ma i difensori avevano fatto rilevare una nullità procedurale e quindi è stato necessario un nuovo provvedimento di rinvio a giudizio. Nel febbraio 2013 arrivò il nuovo decreto di rinvio a giudizio con il quale il giudice dell’udienza preliminare Giovanna Pacifico rinviò tutti i sette imputati davanti al tribunale per essere giudicati. Tutte e sette le persone rinviate a giudizio hanno negato ogni addebito ed intendevano dimostrare davanti al giudici la loro estraneità al fatti addebitatigli.

Il tribunale ha deciso per l’intervenuta prescrizione dei reati.

(Fonte: puntoagro)

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