CronacaInchiesta

Sconta un anno in carcere per errore

SCAFATI. Un cognome pesante, una compagna poi diventata testimone di giustizia, un anno di reclusione ingiusta per un errore giudiziario.

Un anno dopo la Cassazione accoglie il ricorso dei suoi avvocati e annulla la sentenza di patteggiamento di un anno e 10 mesi per la quale non gli è stata concessa la sospensione della pena.

Lui si chiama Romolo Ridosso, ha 54 anni e dalla fine dello scorso anno è al centro di una vicenda giudiziaria per stalking ai danni della sua compagna, l’avvocatessa Antonella Mosca – nota negli ambienti giudiziari di Napoli per aver difeso numerosi pentiti – diventata, proprio per le sue frequentazioni con la famiglia Ridosso, testimone di giustizia.

Proprio la vicenda per i maltrattamenti e le minacce alla sua ex compagna gli ha procurato un processo per atti persecutori che si è celebrato al Tribunale di Torre.

A raccontare la vicenda il quotidiano La Città di Salerno.

A dicembre il primo arresto, ai domiciliari. A gennaio, a causa della violazione delle prescrizioni, l’aggravamento della misura e la detenzione nel carcere di Fuorni dove è detenuto dal 17 gennaio scorso. Nel frattempo, a seguito della richiesta di giudizio immediato, Ridosso aveva chiesto attraverso il suo ex difensore, il patteggiamento – subordinato alla sospensione della pena – oppure in caso di diniego della sospensione il rito abbreviato.

È qui che inizia il caso giudiziario di ‘Romoletto’ Ridosso, fama da duro – padre di Salvatore Ridosso, condannato per usura ai danni di un noto ottico di Salerno, insieme ad Alfonsino Loreto, figlio del pentito Pasquale – e casellario giudiziario quasi immacolato se non per una condanna ad una pena pecuniaria. Il 54enne chiede – con una procura speciale – il patteggiamento, subordinato alla pena sospesa.

Una postilla che però non viene ribadita dall’allora difensore dell’imputato e dunque, il Gup del Tribunale di Torre Annunziata, Antonio Fiorentino, accoglie la richiesta di patteggiamento e tralascia la richiesta della sospensione, nonostante la pena sia di un anno e 10 mesi e Ridosso avesse tutti i requisiti per rimanere nel limbo dell’esecuzione.

Finito in cella a Fuorni vi rimane per circa un anno. Fino a lunedì quando i giudici della di Cassazione accolgono il ricorso degli avvocati Elio D’Aquino e Pierluigi Spadafora e dispongono l’annullamento della sentenza di patteggiamento. Riconoscono che vi è stato un errore giudiziario. Nell’accoglimento del patteggiamento, il giudice avrebbe dovuto disporre la sospensione della pena e scarcerare il detenuto.

A questo punto, i giudici della V sezione della Corte di Cassazione hanno rinviato gli atti al Gip di Torre per rivalutare la reale volontà dell’imputato e concedere la sospensione della pena. Intanto Ridosso è stato rimasto detenuto per circa un anno, ingiustamente, e potrà chiedere il risarcimento allo Stato.

La vicenda di cui è stato protagonista, oltra ad essere un caso giudiziario, è anche al centro di un’inchiesta della Dda di Salerno che riguarda i suoi legami con la criminalità organizzata e con alcuni episodi avvenuti a Scafati. Antonella Mosca, avvocato di Gragnano, è una delle sue principali accusatrici. È stata la sua compagna, oltre che difensore dei suoi familiari, per diversi anni. Un amore sbocciato tra le vicende giudiziarie che hanno interessato la famiglia Ridosso.

Salvatore Ridosso senior, fratello di Romolo, fu ucciso in un agguato. I Ridosso sono stati per oltre un decennio al centro di numerose inchieste sulla criminalità organizzata. La convivenza tra Ridosso e Mosca ha una brutta battuta d’arresto a metà dello scorso anno, quando l’avvocatessa denuncia gravi minacce e maltrattamenti ai suoi danni e del fratello ad opera del suo compagno.

L’infrangersi della convivenza spinse la professionista a denunciare gravi episodi criminali di cui era venuta a conoscenza nell’ambito della famiglia Ridosso.

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