Cronaca

Scuole chiuse a Salerno, il ministro Azzolina ai genitori: “Mi impegno per la riapertura”

Scuole chiuse a Salerno, il ministro dell'Istruzione, Lucia Azzolina incontra le famiglie degli studenti che chiedono un sostegno

Scuole chiuse a Salerno, il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina incontra le famiglie degli studenti che chiedono un sostegno: “Siamo preoccupati per il rischio abbandono scolastico”.

Azzolina incontra genitori degli studenti salernitani

La richiesta dei genitori è di far tornare in presenza almeno gli studenti delle scuole del primo ciclo, circa 110 mila nel salernitano. «Dico grazie a tutti, alle mamme, ai papà, ai docenti. Sapete come la penso, la mia posizione è stata chiara da subito. Purtroppo non c’è stata collaborazione istituzionale, non siamo stati consultati quando è stata scritta l’ordinanza. Non ci hanno risposto», ha dichiarato il ministro Azzolina ai genitori.

“Chiusura scuole, atto grave”

Per il ministro, «la chiusura delle scuole fatta in questo modo resta un atto grave, soprattutto in una regione dove il tasso di dispersione scolastica è altissimo. Si sta creando un regionalismo delle disuguaglianze». Il ministro ha risposto alla nota del Coordinamento Scuole Aperte di Salerno e si è confrontata ieri in video conferenza con un gruppo di genitori salernitani.

La lettera

«Come lei sa – si legge nella lettera inviata al ministro del Comitato scuola aperte – il presidente della giunta regionale, Vincenzo De Luca, con proprie ordinanze ha disposto la didattica a distanza in tutte le scuole di ogni ordine e grado presenti sul territorio. Tale circostanza in assenza di qualunque dato epidemiologico reperibile, se non quelli forniti oralmente dal Comitato tecnico scientifico Regionale e dal presidente, mette in grave difficoltà e a rischio dispersione scolastica una regione già penalizzata».

Per i genitori, «nella consapevolezza quindi, che la scuola pubblica nei nostri disastrati territori è uno dei pochi presìdi di socialità e di multiculturalità, riteniamo che il ricorso diffuso della didattica a distanza o integrata non è democratico e non riesce a raggiungere tutta la platea di studenti per diverse ragioni che vanno dall’assenza di device o internet nelle famiglie, all’assenza di connessione nelle aree interne. Questo crea una condizione di disparità inaccettabile».

Il ministro ha ribadito, «la sua volontà di continuare a sensibilizzare per la riapertura delle scuole»

Fonte: Il Mattino

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