Un anno di Brigata: i giovani salernitani che non dimenticano il “lato oscuro”

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Senzatetto a Salerno, l'impegno de La Brigata - Unità di Strada. Un gruppo di giovani salernitani uniti dal senso di solidarietà per i meno fortunati

Aiutare i senzatetto di Salerno. È questo l’obiettivo dei ragazzi de “La Brigata – Unità di Strada”, un gruppo di giovani uniti dallo stesso ideale di umanità ed altruismo. Aiutare chi non ha un tetto sulla testa non solo portandogli un pasto e una bevanda preparate con le proprie mani, ma anche – e soprattutto – per donare un sorriso a chi nella vita ha dovuto fare i conti con troppe difficoltà.

Senzatetto a Salerno, l’impegno de La Brigata

Il tutto anche a costo di rinunciare al sabato sera. Già, perché mentre i loro coetanei affollano i locali della movida, La Brigata si aggira per le strade meno affollate, dimenticate, così come dimenticate sono le persone che necessitano di aiuto. Italiani o stranieri, non fa differenza: tutti hanno una storia da raccontare, un viaggio tortuoso alle spalle e che merita di essere ascoltato.


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Oggi La Brigata compie un anno. Un anno di attività durante il quale il gruppo si è arricchito, giorno dopo giorno, di persone e buona volontà. Giulia, Olga, Alessia, Arianna, Claudia, Chiara e ancora Matteo, Mimmo, Riccardo, Ciro, Mattia, Davide, Gabriele e tutti gli altri che ogni giorno rivolgono un pensiero a chi ha bisogno di poco per ritrovare la speranza.

L’organizzazione

L’attività de La Brigata è ben definita ed organizzata, dalla preparazione dei pasti alla divisione delle “truppe” per coprire l’intero territorio cittadino. Viene garantito un pasto a chi dorme in strada, sia d’estate che d’inverno ma anche alle persone che trovano riparo nei dormitori dove le difficoltà, sotto tutti i punti di vista, non mancano.


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E poi ci sono le storie da raccontare, come quella di Rocco la cui speranza è di trovare una casa. “Ho sempre pagato quando mi è stata data fiducia, mi basta una stanzetta con un bagno e l’angolo cottura” ha spiegato ai ragazzi che, di sabato in sabato, si fermano con lui per parlare. Ci sono situazioni ancora più complesse, quelle di ragazzi stranieri – per la maggior parte africani – vittime di violenze di ogni tipo. Le loro bocche restano chiuse ma i loro occhi parlano e raccontano le atrocità subite, spazzate via, anche se per poco, dalla generosità de La Brigata.

Un impegno senza limiti

A fine “servizio” c’è anche tempo per divertirsi, davanti ad un bicchiere di vino e a un gioco di società. Anche in quei momenti però il pensiero va ai meno fortunati e così si pensa a come migliorare l’organizzazione, a iniziative per raccogliere fondi da “investire” nell’attività. L’esempio di come la generazione nata negli anni ’90 non sia fatta solo di social e precariato, ma anche di una umanità senza limiti.


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Ieri La Brigata si è riunita per celebrare il primo anno di attività. Una festa scandita da un momento di riflessione, durante il quale i volontari, con la loro voce, hanno raccontato le storie delle persone incontrate in strada. Hanno dato spazio alle vicende di Adolfo, Benito, Mirello, Sergio, Adam, Caterina e Peppe, tante anime diverse accomunate dalla stessa sensazione di abbandono e dalla speranza data da La Brigata. Un modo per sensibilizzare ulteriormente e far capire che oltre le luci e le feste c’è un “lato oscuro” da non trascurare.

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