Settore turismo, quale futuro in epoca di Coronavirus

turismo-coronavirus-covid

Uno dei comparti maggiormente piegati dalla diffusione del Coronavirus è quello del turismo: è stato così dall’inizio della diffusione della pandemia

Uno dei comparti maggiormente piegati dalla diffusione del Coronavirus è quello del turismo: è stato così dall’inizio della diffusione della pandemia, con i viaggi che sono stati pian piano bloccati ed il settore ricettivo che, ovviamente, non riesce più a lavorare.

In sostanza l’esplosione del coronavirus ha colpito duramente l’industria dei viaggi, cancellando voli, prenotazioni alberghiere e crociere; secondo le previsioni di molti addetti ai lavori, prima che il Coronavirus sarà contenuto l’industria dei viaggi perderà lavoro e ci saranno fallimenti in sequenza.

Un comparto che da sempre fa da traino all’economia, mondiale ma di alcuni paesi in particolare; e l’Italia è tra quelli. Secondo l’Organizzazione mondiale del turismo delle Nazioni Unite, entro il 2030 ci saranno 1,8 miliardi di turisti all’anno i in tutto il mondo: una crescita di 400 milioni rispetto a quelli dello scorso anno, 2019.

Il settore del low cost come traino

In sostanza anche se non sembrerebbe essere il momento storico adatto per sostenere una tesi di questo genere, il mercato del turismo ha un futuro. Soprattutto legato alla new economy, ai nuovi modelli di viaggi, all’uso di tecnologie moderne dato che sono sempre di più coloro i quali chiedono a buon mercato tariffe aeree economiche, camere d’albergo a prezzi accessibili, esperienza in case e b&b per vivere al meglio una realtà.

Ecco perchè sembra essere a questo che il turismo deve appigliarsi in una situazione delicata quale quella attualmente presente. Non a caso tra le parole più ricercate in rete, emergenti, c’è viaggia gratis a testimonianza di come i consumatori cerchino soluzioni alternative legate ad una spesa inferiore. Il volto del turismo cambierà radicalmente nei prossimi 20 anni andando sempre più incontro ad esigenze di questo genere.

Ci sarà ovviamente da far passare la burrasca, quindi questo periodo di emergenza totale dove il turismo navigherà a vista raschiando il fondo del barile. Siamo nel periodo in cui, solitamente, si iniziano a programmare le vacanze estive ed a prenotare viaggi. Analizzando i trend si scopre che il settore non è stato del tutto azzerato e che qualche prenotazione si sta registrando, per i mesi estivi, quelli più ambiti. Un piccolo segnale di speranza al quale aggrapparsi e dal quale ripartire.

Sostieni la nostra redazione.

Offrici un caffè

TAG