Sigilli al Bogart, il titolare Maffei su Facebook: “blitz per farmi male, grazie per solidarietà”

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Alla discoteca gestita da uno dei re della movida salernitana Maurizio Maffei sono state contestate gli aspetti della sicurezza e dell’antincendio

SALERNO. Tiene banco ancora in queste ore in città la vicenda legata al sequestro della nota discoteca Bogart di Salerno avvenuta nella serata di venerdì dopo un blitz dei Carabinieri del Nas, ispettorato del lavoro e vigili del fuoco.

Sigilli al Bogart, la solidarietà

Alla discoteca gestita da uno dei re della movida salernitana Maurizio Maffei sono state contestate gli aspetti della sicurezza e dell’antincendio. Carenti secondo i controlli le uscite di sicurezza e le vie di esodo. Inoltre al momento del blitz nel locale pare ci fosse il doppio delle persone autorizzate dalla licenza.

Bogart: uno dei locali storici della città

Ed essendo il Bogart uno dei locali storici della città frequentato da tanti professionisti e persone comuni non potevano mancare i tantissimi messaggi di solidarietà allo stesso Maurizio Maffei con la sua bacheca di Facebook inondata dal sostegno dei tanti frequentatori dello stesso Disco Bar.

E ovviamente non ha potuto non ringraziare i suoi affezionati clienti lo stesso Maffei dove in un post sulla sua pagina ribadisce la sua opinione su quanto accaduto venerdi sera non lesinando di sottolineare un clima persecutorio nei suoi confronti.

Ecco il post

“Sono davvero commosso per gli oltre 500 messaggi ricevuti in privato per darmi fiducia e solidarietà. .

Ieri ero scioccato perché ho subito un attacco vile alla mia attività che confermo essere agibile nella sua interezza.

Leggo post pro e contro e questo fa parte della scelta di credere o non credere.

Ma non si deve sbagliare a dare notizie contorte per invidia disprezzo o accanimento!

Una cosa per me è fondamentale: i processi si fanno in tribunale ed io in tribunale pretendo le mie ragioni.

Pretendo tutto ciò non come una forzatura ma, come principio di legalità.

Non ho mai assistito ad un intervento così massiccio,così prevenuto e così godereccio da parte delle forze dell’ordine venute con una sola intenzione, e, spinti dall’alto o da mera mania di protagonismo per arrecare danni economici e di immagine alla mia società. ..

Con un tale accanimento e per distruggere una attività e 30 famiglie che lavorano per essa.

Un atteggiamento godereccio perché chi è venuto è venuto con atteggiamento persecutorio,è venuto preparato e organizzato a farmi del male.

Sono stato trattato come fossi stato il peggiore dei delinquenti.

Non lo accetto.Punto

Non va bene.Punto

Non è legale. Punto

Non è giustizia.Punto

Posso assicurarvi che al mio malessere con intervento del 118 non ho potuto avere nemmeno il sostegno di qualcuno vicino a me perché obbligato a presiedere al verbale senza alcun conforto .

Oggi sono stanco,molto stanco ma se di accanimento trattasi farò valere 36 anni di lavoro perché chiedo giustizia”.

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