Sindacalista licenziato da La Doria: la Flai Cgil a sostegno di Gaglione

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La Flai Cgil a sostegno di Michele Gaglione, sindacalista licenziato da La Doria dopo aver rivolto offese alla proprietà attraverso un commento su Facebook.

La Flai Cgil a sostegno di Michele Gaglione, sindacalista licenziato da La Doria dopo aver rivolto offese alla proprietà attraverso un commento su Facebook.

Il sostegno di Flai Cgil al sindacalista licenziato da La Doria

“Michele Gaglione rappresenta il simbolo della battaglia di tutti i lavoratori per il mantenimento del sito di Acerra, per questo riteniamo il suo licenziamento un provvedimento ingiusto e grave, per il quale continueremo a lottare in ogni sede affinché La Doria riveda la propria decisione”.

Sono queste le parole del segretario generale della Flai Cgil Campania, Giuseppe Carotenuto, pronunciate oggi durante la conferenza stampa promossa dal sindacato di categoria al centro sociale di Pagani per illustrare alla stampa la vertenza che riguarda il dipendente del gruppo La Doria, originario di Acerra, licenziato lo scorso 7 novembre per aver commentato un post di un collega su Facebook in merito ai trasferimenti che l’azienda ha messo in campo in seguito alla chiusura del sito produttivo di Acerra.

Una chiusura che è stata decretata dalla volontà di investire in altri stabilimenti del gruppo, tra cui quello di Parma, non ritenendo più economicamente sostenibile quello campano, che impiegava 50 lavoratori.

La mobilitazione in favore di Gaglione

“A quel punto – ha spiegato Carotenuto – abbiamo cercato un accordo sul piano sindacale attivandoci con la proprietà per chiedere che i trasferimenti dei lavoratori avvenissero all’interno degli altri siti campani (Angri, Fisciano e Sarno) accompagnati da un sostegno economico.

Nel mentre sono intervenuti anche la Regione Campania, con il presidente dell’VIII commissione, Nicola Marrazzo ed il Governo, attraverso il ministero per lo Sviluppo Economico, che hanno tentato fino all’ultimo, non riuscendoci, di far cambiare idea all’azienda, mantenendo il sito di Acerra. In questo contesto si è inserita la battaglia di Michele Gaglione, che è stata punita dall’azienda con il licenziamento.

Noi però non ci arrendiamo e continueremo a difendere Michele in tutte le sedi, impugnando il provvedimento di licenziamento. Per noi è un simbolo delle tante battaglie condotte in Campania per salvaguardare un settore strategico, come quello conserviero”.

“C’è una trattativa in atto – ha proseguito la segretaria generale della Flai Cgil Salerno, Giovanna Basile – ma serve un atto di buonsenso da parte dell’azienda. Il nostro augurio è che ci sia un ripensamento.

Sulla vicenda è intervenuta anche la segretaria generale della Flai Cgil Nazionale, Ivana Galli. “La vertenza che ha interessato La Doria ha avuto ripercussioni sui lavoratori degli stabilimenti di Sarno, Angri, Fisciano e Acerra, con la chiusura proprio dello stabilimento di Acerra e il relativo trasferimento dei lavoratori su altri siti. Nonostante le difficoltà e i disagi, i lavoratori hanno mostrato senso di responsabilità.

Oggi, però, ci troviamo di fronte al licenziamento di un nostro delegato, Michele, che è stato in prima fila nel gestire la difficile vertenza e nel difendere anche la realtà produttiva di Acerra. Una misura come il licenziamento risulta assolutamente abnorme, spropositata e pretestuosa rispetto all’azione del lavoratore, infatti, il licenziamento è stato impugnato.

Siamo sconcertati da questa posizione aziendale, una prova muscolare che danneggia il lavoratore singolo ma si presenta come un messaggio chiaro anche nei confronti di tutti quei lavoratori che si espongono quotidianamente nell’attività sindacale e nei momenti più critici dei percorsi lavorativi”.

“Ringrazio la Flai per la solidarietà ed il sostegno – ha detto Michele Gaglione – in questa battaglia che andava fatta per tentare di mantenere il sito in vita il sito di Acerra, che ha garantito occupazione e sviluppo in una zona tristemente nota solo per le questioni ambientali legate al termovalorizzatore. Non credo che il mio comportamento – ha aggiunto – abbia procurato un danno d’immagine all’azienda”.

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