Economia

Smet, De Rosa: “La manutenzione delle autostrade rimanga al primo posto”

Il Ceo di Smet avverte sulle precarie condizioni delle infrastrutture italiane e rilancia la sfida per un riassestamento che potrebbe favorire la crescita del Paese nell'era post-Covid

Prima ancora dei mega progetti da Recovery Plan per noi la priorità sono e restano le manutenzioni della rete autostradale del Paese“. Il messaggio di Domenico De Rosa, Ceo di Smet e presidente della commissione Autostrade del Mare di Alis, è chiaro e forte. Per il settore dei Trasporti e della Logistica al primo posto c’è sempre la necessità di mantenere alti gli standard d’efficienza che, mai come in questo periodo, occorrono per assicurare la consegna quotidiana di merci e derrate alimentari in ogni singolo angolo d’Italia e d’Europa. Non solo, perché il settore è anche il motore principale della distribuzione dei vaccini, a cui dare costanza e tempi certi.

Se solo avessimo la possibilità di fruire normalmente senza continue e costanti limitazioni anche della sola attuale infrastruttura viaria, seppur risalente al secondo dopoguerracontinua De Rosa –  potremmo avere un incremento del PIL nazionale significativo e una maggiore efficacia competitiva sui mercati“.

Il riferimento e alle interruzioni degli assi viari strategici in Liguria ma di esempi simili ve ne sono costantemente ogni giorno in ogni regione d’Italia, dal Nord fino al Sud senza dimenticare la difficoltà di spostamento nelle isole, con una rete viaria ferma al palo da tempo immemore.

L’appello di De Rosa arriva anche però solo pochi giorni dopo le confortanti notizie derivanti dai numeri del settore Ro-Ro, ovvero del trasporto su strada, all’interno del porto di Salerno. Nonostante la crisi in atto, lunga e destabilizzante per tutto il comparto, i dati hanno confermato come al dicembre del 2020 vi sia stato un incremento della movimentazione di mezzi del 6,6 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2019. Ben 8 milioni e 800mila  a fronte degli 8 milioni e 250 mila circa dell’anno precedente. Un caso più unico che raro considerando i numeri negativi, ad esempio, del traffico passeggeri, in discesa libera con il 98 per cento in meno, derivante dal quasi totale azzeramento del turismo.

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