Cronaca

“La nuova statua della Spigolatrice di Sapri è sessista” | L’autore: “L’avrei fatta nuda”

Nuova Spigolatrice di Sapri, il sindaco di Sapri replica a Manuela Repetti dopo le accuse di sessismo per la stauta bronzea

Tiene banco la questione della Nuova Spigolatrice di Sapri. L’inaugurazione della statua in bronzo ha aperto un vivace dibattito. In particolar modo, diversi cittadini si sono fatti sentire esprimendo perplessità sull’opera che raffigura la figura femminile in maniera inopportuna. Prima tra tutti l’ex senatrice Manuela Repetti, che non risparmi accuse all’artista Emanuele Stifano.

Nuova Spigolatrice di Sapri, la replica del sindaco di Sapri

Il sindaco Antonio Gentile ha replicato: “La nuova statua della Spigolatrice di Sapri è stata realizzata con maestria e impeccabile interpretazione dall’artista cilentano Emanuele Stifano. Trovo, invece, oltremodo violento, a tratti sessista e offensivo per la nostra comunità da sempre impegnata contro tutte le violenze di genere l’articolo dell’ex senatrice Manuela Repetti sull’huffingtsonpost.it. Nell’articolo oltre a mostrare scarsa conoscenza della storia locale e della storia dell’arte incita all’abbattimento della nuova statua come è avvenuto, purtroppo, recentemente in altri Paesi privi di Democrazia o in passato con la censura. Se poi lo sfogo è dovuto alla presenza di politici a Lei non inclini allora mi corre l’obbligo ricordare alla signora Repetti che la Città di Sapri non è disposta a far mettere in discussione i propri valori, principi e tradizioni”. Anche l’artista Emanuele Stifano si è difeso, ribadendo: “Sessista? La rifarei nuda”.

Sapri: scoppia la polemica sulla nuova statua della Spigolatrice

Devo dire che quando ho visto la foto del disvelo sono rimasta a dir poco esterrefatta. Ora, per chi non lo sapesse e dunque non confondesse il termine spigolatrice con uno dei tanti modi di definire una ben più nota professione femminile, la spigolatrice era una lavoratrice dei campi.

Ebbene, la nuova statua (perché ne esisteva già un’altra ben più conforme alla sua storia e al suo ruolo) si mostra con un abito succinto, trasparente e con un atteggiamento provocante e lascivo suggerendo di guardarle il bel sedere in mostra, tondo e perfetto, nel caso qualcuno non lo avesse notato. Ovviamente dopo il sedere, il mio occhio è finito sui partecipanti: c’era chi sembrava quasi imbarazzato, almeno spero… chi sembrava fosse rapito dalle curve marmoree della statua (e non gli si può fare colpa)… e chi con la mano sul petto da quell’immagine riusciva a trarre un sentimento di patriottismo. Ma pare normale raffigurare una lavoratrice dei campi in quel modo?

L’attacco della Repetti

Ricordo che ieri era il 25 settembre 2021. Si, nel 2021 siamo messi ancora così, inauguriamo cose di questo genere che sono uno schiaffo sessista a tutte le donne, specie quelle che ogni giorno cercano di combattere quel maschilismo subdolo che striscia in ogni angolo di vita quotidiana, specie nel nostro paese che vanta record di maltrattamenti e femminicidi, frutto anche di una visione della donna ancora come oggetto da possedere“, prosegue l’ex senatrice pentastellata.

 

E il bello è che qualcuno ha detto che quella statua attrarrà più turisti a Sapri. Purtroppo è probabile e mi fa venire in mente quando un ministro ugandese qualche anno fa aveva fatto una campagna per il turismo con cartelloni raffiguranti donne ugandesi procaci”. “Insomma, inorridita da quella statua e dalla sua inaugurazione, suggerirei di abbatterla. Sarebbe un segno di consapevolezza della gravità di certi fatti e di porvi rimedio. Sbagliare è umano, perseverare è diabolico“, conclude.

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