Cronaca

Stir bloccato, crisi rifiuti in tutto il salernitano: i motivi

BATTIPAGLIA. Il blocco dello Stir di Battipaglia manda in crisi rifiuti l’intera provincia di Salerno. Mentre decine di mezzi carichi di rifiuti attendono di conferire presso lo Stir, i sindaci salernitani sono costretti a sospendere la raccolta.

È questo quanto successi ieri ad Agropoli, Battipaglia, Eboli, Pontecagnano, Cava de’ Tirreni e tanti altri comuni.

Stir bloccato: le reazioni dei sindaci

Si è venuto a creare un disagio che ha spinto molti sindaci a imporre il divieto di conferimento e da Battipaglia, il sindaco Cecilia Francese ha scritto direttamente al prefetto, chiedendo un incontro.

«Il Comune di Battipaglia da questa vicenda riceve una plurima penalizzazione – si legge – sia dall’impossibilità di procedere alla raccolta del pattume, sia dal transito e stazionamento dei camion di immondizia che restano fermi nel territorio comunale, in attesa di poter effettuare il conferimento».

Il sindaco di Eboli, invece, si è recato personalmente all’impianto: «Ho chiesto al liquidatore una riunione urgente per sottolineare come l’80% dei mezzi attraversi le strade del Comune di Eboli – spiega Massimo Cariello – da domani affronteremo l’emergenza senza gravare sui cittadini, utilizzando l’area dell’isola ecologica comunale».

Il sindaco di Pontecagnano, Ernesto Sica, dal canto suo dice: «Mi sono già adoperato presso le autorità preposte per denunciare la grave situazione auspicando un ripristino del servizio in tempi brevissimi».

L’interrogazione di Cirielli

Sulla questione è poi intervenuto anche l’onorevole Edmondo Cirielli, che ha assicurato che nelle prossime ore sarà presentata un’interrogazione al ministro dell’Ambiente.

Non si tratta, però, di semplice rallentamento: è l’intero ciclo dei rifiuti nella provincia di Salerno ad essere in crisi.

La questione Ecoambiente

Ed è una crisi in cui è coinvolto EcoAmbiente Salerno, gestore dello Stir, che nella persona del liquidatore, Vincenzo Petrosino dichiara: «I comuni devono rendersi conto che EcoAmbiente Salerno è pubblica per garantire il servizio, la società deve essere pagata, perché non è un bancomat.

Il problema è stato rappresentato sia al presidente della Provincia sia al vicepresidente della Regione».

A pagare le conseguenze di questa situazione, sono anche i lavoratori di EcoAmbiente Salerno.

Oggi, infatti, come riporta Il Mattino, il Consiglio provinciale prenderà atto della messa in liquidazione della società. I sindacati e le maestranze, dopo la proclamazione dello stato d’agitazione e l’infruttuoso tavolo di raffreddamento in Prefettura, hanno assicurato che saranno presenti.

Nella messa in liquidazione, infatti, non vi sono rassicurazioni sui livelli occupazionali. In altre parole, il baratro del licenziamento si è aperto.

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