La storia della penna attraverso i secoli

In questo articolo però parleremo solo della storia della penna intesa come oggetto per trasferire su qualsiasi supporto disegni, scritture e incisioni

“La penna ferisce più della spada” e la loro storia inizia ha origini antichissime. In questo articolo però parleremo solo della storia della penna intesa come oggetto per trasferire su qualsiasi supporto disegni, scritture e incisioni. La storia della penna ha fatto passi da gigante, oggi le penne sono dovunque e di qualunque forma. Inoltre sono uno degli oggetti più personalizzati e più facilmente personalizzabili. Addirittura, con Duelle Promotion potrete scegliere le penne Parker personalizzate che preferite come simpatico omaggio o da regalare ai vostri clienti più speciali.

Dalla preistoria agli antichi egizi

Fin dai tempi più antichi, dopo l’uso delle dita come rudimentale penna o pennello, sono stati usati steli di piante o ramoscelli di legno per le pitture murarie nelle grotte. Questo periodo lo possiamo chiamare la preistoria della penna, la storia comincerà solo con gli antichi egizi.

Dagli antichi egizi al medioevo

Gli antichi egizi svilupparono la scrittura in geroglifici sui papiri, oltre naturalmente alle incisioni decorative sulle tombe e nei tempi. La scrittura per gli antichi egizi era tanto importante che crearono la figura dello scriba, uno specialista nella scrittura dei segni, una delle figure più importanti di tutta la gerarchia egizia. La storia della penna quindi inizia qui, con steli di papiro e poi con cannucce vuote con una piccola punta. Il primo inchiostro che veniva utilizzato era una soluzione di polvere di carbone e altre sostanze vegetali. Con gli antichi greci e poi con i romani, le punte delle penne divennero di metallo e ci furono diverse evoluzioni della miscela per creare i diversi inchiostri vegetali. Anche i supporti cambiarono, dai fogli di papiro alle tavolette di argilla ricoperte di cera.

A cominciare dal V secolo dopo Cristo, si ha una ulteriore evoluzione della penna che comincia ad essere ricavata dalle penne di uccello, da cui prende definitivamente il nome. In questo percorso verso il medioevo, si preferiscono sempre più le penne d’oca, sia per la durata che per la resistenza. Il loro uso però rimase praticamente l’unico strumento con cui scrivere fino al 1800.

La penna entra nell’età moderna

Verso la metà del 1800 si diffonde l’uso dei pennini metallici applicati alle penne d’oca per evitare di temperarle spesso. Questo però creava un problema di rigidità nella scrittura che il giornalista inglese Perry risolse applicando dei piccoli tagli al pennino. Da allora si cominciarono a montare questi pennini più flessibili con cannucce di legno o di avorio. Ora il problema diventò la quantità di inchiostro lasciata cadere sul foglio dal pennino metallico dopo averlo intinto nel calamaio. Così si pensò ad un tubicino cavo nel quale inserire l’inchiostro per farlo scorrere attraverso il pennino: nasce così la penna stilografica.

L’americano Lewis Waterman brevettò nel 1884 un nuovo pennino che permetteva di far entrare aria nel cilindro di inchiostro per far scorrere fluidamente l’inchiostro. Negli anni poi si evolse il serbatoio dell’inchiostro e la facilità nell’uso della penna stilografica aumentò enormemente.

La svolta nella tecnologia delle penne arrivò con un giornalista ungherese di nome László Biró. La sua esperienza come giornalista, lo portò a sperimentare l’inchiostro da stampa nella sua penna: un inchiostro più denso ma anche più veloce ad asciugarsi. Ma la sua intuizione più grande fu la piccola sfera mobile che Biro mise all’estremità della penna: questo consentì all’inchiostro di scivolare sul foglio lasciando un segno preciso sul foglio. La penna venne chiamata penna a sfera e portò enormi vantaggi in termini di praticità e maneggevolezza.

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