Studenti del “Besta-Gloriosi” di Battipaglia a lezione con Franco Perlasca “per non dimenticare”

Studenti del "Besta-Gloriosi" di Battipaglia a lezione con Franco Perlasca "per non dimenticare"

“Questa mattina, si è tenuto un incontro nell’aula magna del’istituto “Besta-Gloriosi” di Battipaglia con Franco Perlasca, figlio di Giorgio Perlasca, per raccontare l’Olocausto. Oltre a lui era presente Marcello Naimoli, direttore del museo della memoria e della pace; Vittorio Villari, presidente del Rotary Club di Salerno nord e Alfonso Truono, presidente del Rotary Club di Battipaglia. […]

“Questa mattina, si è tenuto un incontro nell’aula magna del’istituto “Besta-Gloriosi” di Battipaglia con Franco Perlasca, figlio di Giorgio Perlasca, per raccontare l’Olocausto. Oltre a lui era presente Marcello Naimoli, direttore del museo della memoria e della pace; Vittorio Villari, presidente del Rotary Club di Salerno nord e Alfonso Truono, presidente del Rotary Club di Battipaglia. Hanno partecipato anche il dirigente scolastico Fortunato Ricco, la scuola media Fiorentino e le classi quinte dell’Istituto.

Perlasca al “Besta-Gloriosi” di Battipaglia per raccontare l’Olocausto

L’incontro è iniziato con la presentazione di un video di Piero Angela a Giorgio Perlasca attraverso testimonianze storiche e interviste a tre salvati. Il periodo storico travagliato di cui si racconta risale al 1944-1945. Periodo in cui Perlasca, durante la Seconda Guerra Mondiale, si trova a Budapest, in Ungheria, che occupata dai tedeschi mette in luce l’azione straordinaria, quella di un uomo solo, che aiutato da un gruppo di persone, inventa documenti falsi, organizza e difende otto “case rifugio”, trova cibo, strappa ragazzi dai “treni della morte” di Adolf Eichmann, ingannando nazisti tedeschi e ungheresi.

Perlasca al "Besta-Gloriosi" di Battipaglia per raccontare l'Olocausto

Quindi fa passare, così, gli ebrei per spagnoli, fingendosi quello che non è: un diplomatico del governo di Spagna. Da quel giorno Perlasca scrive un diario, raccontando la vita in Ungheria, ma quando finì la guerra e tornò a casa, decise di non raccontare a nessuno quanto aveva compiuto. Questo silenzio lo porta con sé fino alla nascita di suo figlio Franco nel 1954 e al ritorno in Italia.

Perlasca al "Besta-Gloriosi" di Battipaglia per raccontare l'Olocausto

Un giorno di settembre del 1988 due donne ungheresi cercavano quel “Jorge Perlasca” che aveva firmato le lettere di protezione che avevano garantito loro la vita e non lo trovano in Spagna, ma a Padova, dove Perlasca ha vissuto fino alla sua morte, il 15 agosto del 1992.

“Giusto tra le Nazioni”

Il suo messaggio oggi viene portato avanti dall’omonima Fondazione, guidata dal figlio Franco e dalla moglie Luciana che girano ogni angolo del nostro Paese per raccontare la storia del “Giusto tra le Nazioni”, che all’epoca ricevette le più importanti onorificenze da Israele, Usa, Ungheria, Spagna e Italia. La Storia lo ricorda con il nome di Jorge Perlasca, per Israele è un Giusto delle Nazioni. Ma per tutti sarà Giorgio Perlasca, un uomo comune.

Denise De Vivo

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