Politica

«Il tasso di assenze ad Alba arriva fino al 35 per cento»

BATTIPAGLIA. Sono glaciali i rapporti tra il Comune di Battipaglia e l’azienda municipalizzata Alba Ecologia. E ieri l’assessore alle partecipate, Marco Onnembo, ha lanciato benzina sul fuoco, criticando le scelte dei lavoratori di aprire una vertenza con l’ente e affermando che «negli ultimi anni la politica ha utilizzato Alba come il giardino di casa». Dopo le accuse lanciate da operai e sindacati di Alba nel corso dell’assemblea di giovedì scorso, il giorno successivo era giunta la risposta della sindaca Cecilia Francese, che aveva tentato una mediazione.

Ma senza le scuse richieste dalle maestranze di Alba circa le affermazioni della prima cittadina sulla presenza di “fannulloni” all’interno della partecipata, sulle richieste di straordinari per effettuare operazioni di raccolta e sulle soste al bar. Ieri mattina, è toccato all’assessore Onnembo chiarire il suo punto di vista: «I dipendenti di Alba hanno chiesto due incontri e questi due incontri ci sono stati. Al tavolo c’erano, con me, la sindaca Cecilia Francese e il presidente del consiglio, Franco Falcone. Solo l’incontro di venerdì 7 ottobre è stato interrotto prima poiché, come annunciato all’inizio della riunione, ho dovuto raggiungere Nola per un incontro istituzionale sull’Alta Velocità a Battipaglia. I dipendenti di Alba mentono sapendo di mentire quando dicono che ho dedicato loro poco tempo. Nel corso dell’ultima riunione, in un clima sereno si era deciso di rivederci la settimana successiva. Poi, come un fulmine a ciel sereno, i lavoratori hanno deciso di entrare in agitazione. I motivi non li conosco, ma confermo la disponibilità a portare avanti il dialogo instaurato con i sindacati che mancava da anni». Onnembo ha tenuto a precisare che l’amministrazione non intende abbassare il capo di fronte alle richieste di dipendenti e sindacati di Alba, confermando che è in corso un ragionamento sull’organizzazione della partecipata. «Richiamare tutti i lavoratori al proprio dovere non significa essere severi, ma solo seri – ha aggiunto l’assessore – la prossima settimana si terrà un altro incontro, ma non ci sarà bisogno della presenza della Prefettura come previsto dal tavolo di raffreddamento».

Secondo Onnembo «il vero problema è nei numeri. In ogni grande azienda, il tasso medio di assenze è di circa il 3 per cento. Ad Alba, se consideriamo che tra vari problemi, malattie e permessi ci sono circa 20 operai in meno al giorno, parliamo di un tasso d’assenza generale del 35 per cento, che aumenta al 50 per cento se si calcolano solo gli operai. Con queste assenze è difficile pensare di raccogliere i rifiuti nei tempi prestabiliti e di avere una città pulita. Negli anni scorsi, la politica ha utilizzato Alba come il giardino di casa, dando incentivi e aumenti di livello. E tutto ciò che è un privilegio è diventato un diritto acquisito. Sono troppi 21 impiegati e dovrò cambiare qualcosa. Il nostro obiettivo e di ridurre le tasse e solo abbassando i costi si può fare. Alba non è uno stipendificio, si deve lavorare. Gli operai dicono che non è questione di incentivi? Ogni anno, il Comune paga 530mila euro di straordinari. Bisogna fare di più».

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