Cronaca

Tensioni ad Eboli: “Stanno comprando i voti”

Al momento si tratta soltanto di voci, senza un reale riscontro

Sale la tensione a Eboli dove non si parla altro che di voti comprati, voto di scambio ed elettori minacciati. Ma al momento nessuna denuncia è stata presentata. È un tema caldo durante queste elezioni amministrative quello della compravendita dei voti ma fino ad ora si tratta solo di voci senza un reale riscontro.

Elezioni a Eboli: l’ombra della vendita di voti ma nessuna denuncia

Come riporta La Città, l’allarme dei voti comprati è scattato alle 9 di domenica mattina. A scatenarlo, sono dei pregiudicati che accompagnano alcuni candidati al seggio. Gli stessi candidati che parlavano di sicurezza e legalità, di telecamere e forze dell’ordine, se ne andavano in giro per Eboli con pregiudicati per spaccio di droga ma anche affiliati ad associazioni a delinquere.

Alle 11, un candidato sindaco e un aspirante consigliere comunale finiscono sulla bocca di tutti. La condanna è unanime, ma non c’è denuncia, non c’è indagine. “Ognuno può girare con chi gli pare” spiega nervoso un portavoce. Anche i pregiudicati hanno diritto alla riabilitazione. È l’argomento legalità e sicurezza, poi, a stridere con certi accoppiamenti.

Il seggio di rione Pescara

Il primo grido d’allarme parte dal rione Pescara. È quasi mezzogiorno: “All’istituto professionale stanno comprando i voti“. Era già successo nel 2015. All’epoca venne denunciato il fratello di un candidato. L’anno scorso, invece, nello stesso rione ci fu una rissa tra compratori di voti. Qualcuno fece il furbo e nella divisione dei compensi fece scomparire 50 euro dalla torta da dividere.

Botte da orbi, video allegato alle forze dell’ordine, nessun indagato. Ieri mattina, tante voci, tanti proclami sui social, ma nessuna denuncia. Non va meglio in periferia dove già alle 10 si parlava di caos per la compravendita dei voti tra Santa Cecilia e Cioffi. I carabinieri scuotono la testa. Continuano i pattugliamenti. Tra i seggi s’aggirano anche i militari in borghese. Ma il registro degli indagati resterà intonso. A ora di pranzo, si è diffusa l’ultima voce: “C’è un candidato che sta distribuendo pacchi di pasta“.

Fonte: La Città

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