Politica

Tozzi attacca Motta: «Certe minacce sono inammissibili»

BATTIPAGLIA. «La tenuta della maggioranza, a questo punto, pensiamo sia sotto gli occhi di tutti». Esordisce così il leader del movimento Tozzi Sindaco, nonché vicesindaco dell’amministrazione Francese, Ugo Tozzi dopo l’approvazione in consiglio del riequilibrio di bilancio. «Credo che solo con i fatti si risponde alle chiacchiere – afferma Tozzi – L’amministrazione ha dimostrato che non ci sono dubbi sulla solidità della maggioranza, con la presenza in aula e con il voto a favore dall’approvazione del riequilibrio». Nessuna polemica sulle dichiarazioni di Fernando Zara dal palco di piazza della Repubblica, la scorsa settimana, su alcuni assessori in quota Tozzi Sindaco. «Anche in questo caso – prosegue – sono certo che le risposte verranno date dall’attività amministrativa dei nostri assessori.

La verità è che i cittadini hanno bisogno di un clima rasserenante perché di personalismi, beghe e mal di pancia ce ne sono già stati troppi negli anni passati e non hanno mai fatto del bene alla comunità. L’ostruzionismo, in consiglio comunale e fuori, le critiche sterili mosse solo da interessi più o meno personali e non con il desiderio di spronare a fare meglio, le polemiche, noi del movimento politico Tozzi Sindaco le rimandiamo tutte ai vari mittenti: lasciateci lavorare, siate vigili come è giusto che si faccia in democrazia ma date all’amministrazione il tempo di agire». Il gruppo di maggioranza dimostra non aver gradito le esternazioni di Gerardo Motta durante la riunione di consiglio di giovedì sera.

Dopo aver minacciato di presentare esposti in Procura, Motta aveva abbandonato l’aula con una parte dell’opposizione. «Il consiglio è il luogo istituzionale dove si estrinseca la democrazia – afferma il consigliere di Forza Italia Alfonso Baldi – Se abbandoniamo l’aula è come tradire i nostri elettori». Ha aggiunto il consigliere Stefano Roma (Con Cecilia Francese): «Le comunicazioni di Motta rientrano in un unico disegno caratterizzato da mero ostruzionismo che non ha nessun riscontro in un mandato elettorale ricevuto con il voto di tanti cittadini a cui è dovuta un’azione amministrativa che dia risultati pratici e sia rispettosa della dignità politica. Le minacce delle denunce costituiscono esse stesse un comportamento passibile di censura in apposite sedi».

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