CronacaEventi e cultura

Un 14enne battipagliese scrive al Presidente della Repubblica

BATTIPAGLIA. Sergio Mattarella affida al prof. Godard l’apprezzamento per il giovane battipagliese che ha richiamato l’interesse per il patrimonio culturale italiano.
Il Presidente della Repubblica risponde alla lettera di Romano Carabotta, 14enne battipagliese che ha scritto a Mattarella per raccontare la sua esperienza irlandese e per come questo popolo riesce a valorizzare i propri beni culturali.  E’ il Segretariato generale del Presidente della Repubblica, consigliere per il patrimonio artistico e culturale a replicare alla pregevole missiva dello studente battipagliese.

“Caro Romano, il Presidente della Repubblica ha ricevuto la Sua bellissima lettera e mi ha pregata di risponderLe. La descrizione della Dublino che ha conosciuto  dovrebbe essere letta dagli amministratori; Le Sue considerazioni sul nostro immenso patrimonio paesaggistico e culturale sono un preciso richiamo da sottoporre ai nostri politici, in particolare a quelli meridionali. La cultura è la nostra ricchezza. Incrementare i fondi per realizzare gli obiettivi da Lei descritti  è necessario! Trasmetterò la Sua bella lettera al Ministro per i Beni Culturali”.

Con Amicizia

Prof. Louis Godart

Egregio Presidente della Repubblica italiana,

è un ragazzo di quattordici anni che le scrive, di ritorno da una vacanza-studio a Dublino per esporLe un problema che tanto sta a cuore a me, e certamente anche a tanti altri italiani. So bene che il presidente della Repubblica non ha funzioni di governo, ma certamente può esprimere pareri politici, e, soprattutto, richiamare l’attenzione sulle esigenze più urgenti e significative della società italiana e chiedere alle forze politiche (parlamento in primis) di compiere qualche sforzo in più per il bene della collettività e del paese. In effetti nel nostro Paese, le cose non vanno molto bene, tanto che ascoltare valanghe di cattive notizie al telegiornale è diventata, ahimè, una routine, ed oramai la nostra coscienza ci ha fatto l’abitudine, tanto da sembrarci strano se eccezionalmente, cattive notizie non ce ne sono. Ma fra le tante, quella che più mi spezza il cuore e che mi angoscia, è l’abbandono e la continua deturpazione e rovina del nostro meraviglioso quanto unico patrimonio culturale, artistico ed ambientale. A Dublino quest’anno, e l’anno scorso a Londra, ho avuto modo di vedere come Paesi così poveri di storia, di cultura, di geni ed artisti, esaltino in una maniera pazzesca quel po’ di patrimonio che la Storia ha regalato loro. Per fare un esempio, mi ha particolarmente colpito un museo a Dublino completamente dedicato ai vichinghi (che hanno abitato l’Irlanda per pochi secoli) all’avanguardia, con riproduzioni tridimensionali, rievocazioni di lotte e danze antiche, mentre noi abbiamo Pompei che cade a pezzi ed edifici storici perennemente chiusi e lasciati nelle mani di gruppi di teppisti, come il castello borbonico della mia città. Capisce cosa intendo? In Gran Bretagna, poi, vi sono parchi a perdita d’occhio, talmente verdi e lindi che non si può fare a meno di tuffarvici dentro. I marciapiedi, le strade, persino le vie meno trafficate non presentano neanche un mozzicone di sigaretta oppure un muro imbrattato, mentre a Napoli tonnellate di rifiuti invadono le strade, rendendo difficile persino il transito dei pedoni. Non è solamente una questione di decoro, ma anche e soprattutto di inquinamento con migliaia di animali (soprattutto pesci e volatili) che annualmente muoiono per la superficialità di alcuni cittadini. Pensi, Signor Presidente, che all’angolo della strada dove è ubicata la villa di mio nonno c’è una montagna di spazzatura che non viene raccolta da settimane e dunque, il poverino, è costretto a passare il periodo estivo con un odore sgradevolissimo che invade tutta la casa, nonostante paghi salata la tassa sui rifiuti. Sarebbe bello che all’estero, quando si chiede “cosa c’è in Italia?” la prima cosa che venga in mente sia “storia” oppure “paesaggi mozzafiato” e non “mafia” o “ladri” oppure “spazzatura”. Sono convinto che non ci voglia molto per trasformare questo sogno in realtà. Basta solo un po’ di buona volontà e poi il resto verrà da sé. Aiuterebbe il potenziamento di Storia dell’Arte nelle scuole, invece che l’abolizione di questa materia tanto importante per noi studenti di un Paese così bello e ricco di opere d’arte che, spesso persino nei viaggi d’istruzione, vengono svalorizzati al punto tale da affermare che “è meglio toglierle così c’è meno da studiare”. Capisce? Oppure si potrebbe fornire l’opportunità ai tanti giovani disoccupati di partecipare ad un corso gratuito per diventare archeologi, guide turistiche o operatori ecologici, mestieri di cui tanto ha bisogno l’Italia. Bisognerebbe coinvolgere di più le giovani generazioni e sensibilizzarle al rispetto dell’ambiente ed alla valorizzazione dei nostri territori meravigliosi. La raccolta differenziata, poi, dovrebbe essere estesa a tutti i comuni italiani, e non solo ad una piccola parte. Come vede, con poco potremmo regalare tanto alle prossime generazioni. Seguo spesso i suoi discorsi, e so che Lei è il presidente di cui l’Italia aveva bisogno da anni. Questo il modesto parere di un ragazzino di quattordici anni che crede tanto nel suo Paese e nel proprio Presidente.

Questo il modesto parere di un ragazzino di 14 anni che crede tanto nel proprio Paese e nel Suo Presidente.

Con Stima e fiducia

Romano Carabotta

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