Cronaca

Vallo di Diano, l'ente Foce Sele – Tanagro dice "No" alle trivellazioni petrolifere

VALLO DI DIANO. Il Vallo di Diano vuole evitare a tutti i costi le trivellazioni petrolifere sul proprio territorio. I vertici delle aree naturalistiche protette si mobilitano per evitare un’altra aggressione al territorio. L’Ente Riserve Naturali Foce Sele-Tanagro Monti Eremita e Marzano in prima fila al fianco del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, e del Parco Nazionale Appennino Lucano Val D’Agri e Lagonegrese, nonché della Comunità Montana Vallo di Diano.

I consigli generali del Parco del Cilento e della Comunità Montana hanno adottato delle delibere d’indirizzo per opporsi al programma di ricerche di idrocarburi nel Vallo di Diano, e l’Ente Riserve Naturali, competente per un pezzo di territorio interessato alle trivellazioni, ha adottato come proprie quelle decisioni.

Come racconta il portale Italia2Tv, la commissaria dell’Ente, architetto Maria Gabriella Alfano, sarà presente al convegno – dibattito, organizzato dai quattro enti, in collaborazione con FederParchi, in programma mercoledì 15 febbraio alle 16 nella Sala conferenze comunale all’interno della Certosa di San Lorenzo, a Padula, dal titolo “Le Aree Naturali Protette l’alternativa verde al petrolio”.

Dopo i saluti di Raffaele Accetta, presidente della Comunità montana Vallo di Diano, e del sindaco di Padula, Paolo Imparato, interverranno la commissaria dell’Ente Riserve Maria Gabriella Alfano; Tommaso Pellegrino, presidente del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano; Domenico Totaro, presidente del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano; Agostino Casillo, del Parco Nazionale del Vesuvio e i presidenti delle Province di Salerno e Potenza, Giuseppe Canfora e Nicola Valluzzi. Le relazioni scientifiche saranno svolte dal professor Franco Ortolani, docente di Geologia all’Università di Napoli Federico II, e dalla dottoressa Susanna D’Antoni, del Dipartimento per il Monitoraggio e la Tutela dell’Ambiente e la Conservazione della Biodiversità dell’Ispra e componente del Consiglio Direttivo del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano.

A seguire ci sarà il dibattito, aperto ai sindaci, ai presidenti delle Comunità Montane e ai rappresentati delle associazioni che si stanno battendo sul territorio per impedire l’avvio del programma di trivellazioni petrolifere. Le conclusioni sono affidate a Gianpiero Sammuri, presidente nazionale di Federparchi, Franco Picarone, presidente della Commissione Bilancio del Consiglio regionale della Campania, e Francesco Pietrantuono, assessore regionale all’Ambiente della Basilicata.

La commissaria dell’Ente Riserve Naturali Foce Sele-Tanagro Monti Eremita e Marzano, Alfano afferma: «non ci limitiamo a ribadire il nostro no al programma di estrazione di idrocarburi, ma andiamo oltre.

Ci sforziamo, infatti, di indicare un nuovo modello di sviluppo totalmente alternativo alla dipendenza da petrolio: la tutela del verde, dell’ambiente e delle biodiversità. Un cambio radicale di mentalità per scongiurare il rischio di un attacco indiscriminato al territorio, le cui conseguenze ricadrebbero sulle popolazioni in termini di qualità dell’aria, delle acque, dell’ambiente naturale inteso come flora e fauna e, in ultima analisi della vita stessa».

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