Vaticano tra droghe e festini, parla un prete salernitano coinvolto

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Vaticano tra droga e festini a luci rosse, prete salernitano coinvolto nello scandalo

Si chiama Luigi Capozzi, 50 anni, e «non rilascia interviste, grazie». Il prete salernitano sembra essere coinvolto in uno dei festini gay a base di droga che hanno travolto in questi giorni la Santa Sede. Secondo quanto riporta La Città l’alto prelato, ordinato sacerdote ad Amalfi nel ’92, non vuole avere nulla a che fare con i giornalisti incuriositi dalla vicenda che ha fatto scoppiare l’ennesimo scandalo.

A quanto pare il sacerdote è coinvolto nella scoperta fatta dagli uomini della Gendarmeria vaticana durante un blitz nel Palazzo dell’ex Sant’Uffizio. Fermato, il prelato è stato ricoverato in una clinica di Pio XI per disintossicarsi da alcune sostanze stupefacenti ed ora si trova in ritiro spirituale, con a disposizione il suo cellulare.

In Vaticano nessuno vuole parlare dell’operazione condotta dagli uomini di Domeni Giani, ma a quanto pare l’appartamento dove si svolgevano i festini a luci rosse non doveva essere assegnato a Capozzi. È un’abitazione riservata ai superiori, non a semplici monsignori. Non solo, ma il sacerdote salernitano ha avuto anche a disposizione una macchina con la targa della Santa Sede, con la quale ha potuto, secondo le prime ricostruzioni, trasportare la droga senza mai essere fermato dalla Polizia italiana.

Capozzi sarebbe un “sostenitore ardente di Papa Francesco”. Esperto di diritto canonico e teologia dogmatica ora è anche al centro di uno scandalo che ha travolto la Santa Sede.

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