Vaticano tra luci rosse e droga: sacerdote salernitano difeso da preti e politici

Figure politiche ed ecclesiastiche difendono il sacerdote salernitano coinvolto nello scandalo di luci rosse e droga che ha travolto il Vaticano

MAIORI. Tutti lo conoscono in Costiera. Monsignor Luigi Capozzi è considerato un uomo impeccabile, lontano dallo scandalo di festini a luci rosse e droga che ha investito il Vaticano in questi giorni. Giovane educato, sempre vicino alla famiglia e pronto a lavorare.

Intelligente sin da adolescente e con una vocazione palpabile, organizzava feste patronali per la comunità costiera. Poi arrivato a Roma ha perso i contatti con la sua città natale, come raccontato dall’ex sindaco di Maiori Antonio Della Pietra.

Capozzi ha sempre avuto una parola a favore dei suoi concittadini che, in cambio, erano orgogliosi di avere un maiorese al servizio del Vaticano: «so ricordo come un bravissimo ragazzo – ha spiegato Della Pietra – Lo conosco da 40 anni perché conoscevo anche la sua famiglia. So che ha un fratello che ora abita a Tramonti, ma il rapporti tra il sacerdote e la nostra comunità non si sono mai interrotti.

Non mi aspettavo davvero di leggere questa notizia – continua – parlo da laico e onestamente credo che il suo essere gay non va a inficiare il suo essere uomo di Chiesa. Lui è sempre stato vicino a Maiori e gli auguro di potersi difendere e dimostrare la sua innocenza. I suoi gusti sessuali non cambiano il giudizio che il sottoscritto ha di monsignor Capozzi».

Mentre si attendono eventuali provvedimenti, che dovranno essere firmati solo dall’Arcivescono Orazio Soricelli o direttamente da Papa Francesco, dalla parte di Capozzi si schiera anche la Chiesa della Costiera Amalfitana, come testimonia il monsignor Giuseppe Imperato: «ho appreso dai siti web quanto accadutoPrego per lui e spero che possa dimostrare di essere estraneo a tutte le accuse che gli vengono contestate. Ovvio che se tutto ciò dovesse corrispondere a verità sarebbe un’umiliazione per il Clero della Costiera amalfitana. Si deve redimere se ha commesso quegli atti».

Capozzi, dal canto suo, continua a non rispondere al cellulare o rilasciare dichiarazioni in merito alla vicenda. A far riflettere la convinzione, condivisa da molti, che Capozzi sarebbe diventato vescovo da qui a poco. Una nomina fermata però da Papa Francesco, proprio il pontefice di cui, a detta di molti, il prete amalfitano era «acceso sostenitore».

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