Cronaca

Via i cavalli dal maneggio nei pressi dei templi di Paestum

CAPACCIO PAESTUM. Struttura chiusa per abuso edilizio e sgombero coatto per circa venti cavalli che si trovavano all’interno del maneggio a Torre di Mare, a pochi passi dai templi di Paestum.

Lo sgombero, disposto dalla procura di Salerno, sarà effettuato nei prossimi giorni dal personale della polizia locale, con l’ausilio dei sanitari del servizio veterinario dell’Asl.

Il provvedimento si è reso necessario dopo una serie di accertamenti effettuati dalla Polziia municipale. I controlli avevano portato al sequestro di vari manufatti presenti nel maneggio e alla denuncia di O.B., presidente dell’associazione sportiva dilettantistica, che gestisce la struttura.

I sigilli sono stati apposti a un manufatto in legno, una serra di 360 metri quadrati con annessi box in legno per il ricovero degli animali, un cancello in ferro a due ante, una recinzione delimitante un’area di circa 3000 metri quadrati.

Opere – ad avviso della Polizia municipale – realizzate in assenza del permesso a costruire, senza progetto in un’area sottoposta a vincolo archeologico. I caschi bianchi hanno accertato anche la violazione ripetuta dei sigilli apposti alle opere realizzate abusivamente.

Nel maneggio, durante i controlli degli agenti, erano presenti 22 cavalli. Gli animali, come accertato dai veterinari “non presentano alcun segno di sofferenza e il loro stato di salute è stato ritenuto ottimale”. La Polizia municipale, diretta dal capitano Natale Carotenuto, sta cercando ora di contattare i proprietari dei cavalli ricoverati presso il maneggio di Torre di Mare, per invitarli a ritirare i propri animali.

In caso contrario, saranno alloggiati presso altre strutture a spese dei proprietari, al fine di mettere in atto il provvedimento della procura salernitana di sgombero coattivo degli stessi.

Dopo la notifica del del provvedimento, O.B., assistita dal legale Giuseppe Bisantis, ha proceduto con una querela nei confronti di tre componenti della polizia locale, contestando presunte irregolarità relativamente a quanto dichiarato nel verbale.

Tra le contestazioni una “falsa attestazione nel verbale della presenza in loco, nella fase del sequestro, di un tenente della polizia locale”. Da qui la richiesta al magistrato di O.B. di “indagare su quanto falsamente posto alla sua attenzione”, si legge nella querela e di “disporre il sequestro di tutti i documenti relativi al procedimento penale”.

Intanto dalla polizia locale fanno sapere che «nessuna irregolarità è stata commessa nel procedimento, gli accessi alla struttura sono stati tutti autorizzati dal magistrato titolare dell’inchiesta e che l’ufficiale di polizia giudiziaria, come si evince dal verbale, era presente all’atto del sequestro».

Foto d’archivio

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