Vittima di cyberbullismo, perde 56 chili in otto mesi

Vittima di cyberbullismo, perde 56 chili in otto mesi. È la storia di Matteo Criscuoli, 26enne di Salerno. Per anni è stato bullizzato da tante persone per il suo peso, soprattutto sui social. Offese che hanno portato, purtroppo, tanti ragazzi a compiere gesti estremi. Matteo ha reagito diversamente. Vittima di cyberbullismo, perde 56 chili in […]

Vittima di cyberbullismo, perde 56 chili in otto mesi. È la storia di Matteo Criscuoli, 26enne di Salerno. Per anni è stato bullizzato da tante persone per il suo peso, soprattutto sui social. Offese che hanno portato, purtroppo, tanti ragazzi a compiere gesti estremi. Matteo ha reagito diversamente.

Vittima di cyberbullismo, perde 56 chili in otto mesi

Ha deciso di cambiare stile di vita, ha iniziato a mangiare in modo diverso e più salutare, ad allenarsi. E ha perso 56 chili in otto mesi. Oggi si sente meglio, soprattutto dal punto di vista psicologico.

Matteo ha scritto alla redazione del giornale L’Occhio di Salerno per raccontare la sua storia. Noi, molto volentieri, abbiamo pubblicato la sua lettera. Eccola.


La lettera

Ciao ragazzi, non ho una bella faccia e di sicuro scorri via per non leggere quello che ho scritto. Sai, otto mesi fa la mia faccia non era così. Sì, perché era cicciottella. Ora ti starai chiedendo”e quindi?”. Beh ora ti spiego. Mi chiamo Matteo, ho 26 anni e fino ad otto mesi fa venivo offeso, anche tramite profili falsi, con frasi del tipo “hey ciccione, ti atteggi solo perché sei grosso, ma sei un cesso” e per non dire cose peggiori mi fermo qui.

Nel passare del tempo, se devo dire la verità, mi è servito questo “bullismo”, perché mi ha dato la forza di cambiare. Ho perso 56 chili in otto mesi. Chi mi conosce ha già visto il mio cambiamento, ma per chi non mi conoscesse basta vedere la foto.

Ad oggi mi alleno ogni mattina. Faccio 40 minuti di corsa, faccio un alimentazione corretta e così via. Oggi non dico di essere magro, perché la mia ossatura non me lo permette ma la parola “Ciccione” non possono più dirmela perché non mi appartiene più.

Rispetto comunque questa parola, perché è stata con me nel corso della mia vita. Voglio dire a quelle finte tartarughe che avete sotto al petto, quella pancia piatta o allenata non vi classifica “migliore degli altri” perché si è migliori quando si aiuta chi ha bisogno e non farlo sentire ancora più di merda.

Se hai la possibilità di far sentire qualcuno migliore fallo! Questo ti renderà migliore. Io ho avuto la forza di cambiare, ma chi non ha la forza per colpa di qualcun altro si farà solo del male. Grazie per chi ha speso qualche minuto per leggere.


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