Cronaca

Voto di scambio a Nocera Inferiore: Cesarano torna a lavoro ma resta ai domiciliari

L’ex vicesindaco di Nocera Inferiore, Antonio Cesarano, coinvolto nell’inchiesta di scambio di voto politico-mafioso, può tornare a lavorare ma resta ai domiciliari.

Cesarano torna a lavoro ma non in libertà

Sono stati mitigati gli arresti domiciliari ad Antonio Cesarano, ex vicesindaco di Nocera Inferiore coinvolto nell’inchiesta antimafia “Un’altra storia 2” sullo scambio elettorale politico-mafioso.

Potrà uscire di casa per andare al lavoro, Cesarano è un biologo, difeso dall’avvocato Massimiliano Forte. L’indagine “Un’altra storia 2” ricostruisce un patto di scambio in cui per la Dda c’è anche il ruolo di Cesarano, ritenuto decisivo per il rapporto con l’ex boss della Nuova camorra organizzata, il nocerino Antonio Pignataro, uno dei reduci della vecchia organizzazione di Raffaele Cutolo. 

Il Riesame aveva confermato il carcere per Cesarano, rigettando la prima istanza, definendolo «un soggetto con una storia politica importante, con contatti ed entrature nell’amministrazione, coinvolto direttamente nell’ultima campagna elettorale».

Ma il suo ruolo nel patto criminale sostenuto dalla Dda, cuore dello scambio tra il supporto elettorale, dietro il progetto di una casa-famiglia al Vescovado, mostra in ogni caso delle differenze rispetto al resto del quadro. Pur essendo a conoscenza di meccanismi politici, per la sua storia personale e pur avendo rapporti solidi di conoscenza con gli altri indagati, il suo ruolo e la sua presunta pericolosità non giustificano, allo stato, la permanenza in carcere. Cesarano fu messo agli arresti domiciliari dopo 4 mesi di carcere.

 

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