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Battipaglia e quel tesoretto di due milioni di euro al Comune

BATTIPAGLIA. Il Comune di Battipaglia scopre un tesoretto di circa due milioni di euro. Scavando tra i mutui accesi negli anni scorsi, l’ente ha trovato un cospicuo gruzzoletto che potrà essere utilizzato per altre opere che attendono da anni adeguati finanziamenti. Il certosino lavoro dell’assessore al Bilancio Maria Catarozzo ha consentito al Comune di mettere le mani su una serie di somme accantonate nell’ultimo ventennio e mai utilizzate. I due milioni di euro sono stati rinvenuti nel corso di un’attenta ricognizione dei mutui e dei residui attivi del Comune, effettuata dagli uffici finanziari dell’ente su precisa richiesta dell’assessore.

Il prossimo passo sarà la modifica della destinazione d’uso di tali somme, in modo da spostare i fondi su altri capitoli di bilancio. «La ricognizione dei mutui è stata effettuata di concerto con il settore finanziario e tecnico – spiega l’assessore Catarozzo – Abbiamo verificato per quali somme fosse possibile chiedere la devoluzione e, quindi, la loro destinazione ad altre opere. Dal computo siamo arrivati a un importo di circa due milioni di euro. È un atto di grandissima importanza. Ora sarà possibile stabilire le priorità e si dovrà decidere come utilizzare le somme». Accanto alla ricognizione sui mutui, sono state attivate delle procedure di riscossione dei residui attivi, vale a dire somme che il Comune deve incassare ma che non ha ancora riscosso. L’amministrazione guidata dalla sindaca Cecilia Francese ha dato l’impulso a ciascun settore per il recupero dei crediti. «Abbiamo svolto un compito non semplice. L’amministrazione vanta crediti non riscossi. Si è cercato di scardinare un immobilismo di base».

Sono numerose le opere per cui il Comune ha ottenuto, negli anni passati, l’accesso a finanziamenti e che non sono state completate, o neppure iniziate. Il totale è di circa 35 milioni di euro. Considerate le cifre realmente incassate e quelle spese, sono rimasti nelle casse dell’ente circa due milioni di euro. Nell’elenco delle opere finanziate e mai completate ci sono, ad esempio, la strada di collegamento tra Belvedere e Serroni, per la quale i fondi risalgono al 1988; la costruzione di 37 alloggi per terremotati del 1994; l’interporto (2,7 milioni di euro dal ministero dei Trasporti per infrastrutture); la realizzazione di impianti fotovoltaici (540mila euro dal ministero dell’Ambiente e dalla Cassa depositi e prestiti); la riqualificazione di varie strade cittadine (980mila euro di mutuo sempre con la Cassa depositi e prestiti); i lavori a via Belvedere e via Lettonia (250mila euro). Ma la lista continua e prevede anche quattro campetti di playground per un totale di 160mila euro e l’adeguamento dello stadio Pastena per cui sono in ballo ben due finanziamenti (uno della Bnl, l’altro della Cassa depositi e prestiti) rispettivamente per un milione e 136mila euro e per 929mila euro. Sarebbero serviti per riqualificare la struttura e realizzare una copertura della tribuna. Tra i fondi non utilizzati ci sono i residui dei lavori al palazzo municipale, finanziati tra il 2005 e il 2006 con oltre sette milioni di euro. Denaro che potrebbe essere utile per completare, ad esempio, un impianto di trigenerazione a servizio del Comune, costato circa un milione di euro e mai messo in funzione a causa di problemi nel corso del completamento degli allacci dell’energia elettrica. Alcune di queste opere saranno completate, altre non vedranno mai il nastro tricolore dell’inaugurazione. Ma in questo fiume di denaro è stato possibile recuperare almeno due milioni di euro che serviranno per altre opere pubbliche.

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