Caso Caterina Perozziello: sul cadavere ritrovato parlano i parenti

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Sul caso di Caterina Perozziello e del cadavere ritrovato fa a Castel San Giorgio intervengono i parenti della 74enne: potrebbe non servire l'esame del Dna

CASTEL SAN GIORGIO. Sul caso della sparizione di Caterina Perozziello e del cadavere ritrovato due giorni fa a Castel San Giorgio intervengono i parenti della 74enne: potrebbe non essere più necessario l’esame del Dna.

I carabinieri ascoltano i familiari di Caterina Perozzielo: potrebbe non servire il Dna per risalire all’identità dei resti ritrovati due giorni fa

Sul caso del cadavere ritrovato presso la stazione Lanzara-Fimiani di Castel San Giorgio e la sparizione di Caterina Perozziello potrebbe esserci dei legami, un filo conduttore tale da poter non richieder più gli esami del Dna per risalire all’identità dei misteriosi resti umani. Potrebbero bastare anche i racconti e l’identificazione dei familiari della 74enne per fare luce su una storia che va avanti, senza risposta, da almeno 3 anni.

Oggi stesso i parenti della donna sono stati ascoltati dai carabinieri, rilasciando delle ricostruzioni che potrebbero indurre gli inquirenti a evitare ulteriori esami sui resti ritrovati in un canale lungo la ferrovia Cancello-Avellino. Caterina Perozziello è sparita nel nulla il 17 settembre del 2016 e il caso finì anche in tv, al programma “Chi l’ha visto?”. In quel periodo furono mobilitate le forze dell’ordine e la Misericordia di Castel San Giorgio per ripercorrere la strada dove la 74enne fece sparire le proprie tracce. Un percorso lungo e non lontano proprio dal luogo in cui i militari hanno scoperto due giorni fa i resti di una persona non ancora identificata: che le indagini stiano volgendo al termine?


Fonte: Rta Live

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