Cronaca

Cilento, ebolitano morì per ritardo nei soccorsi: medico rischia il processo

Un medico del Saut di Castellabate rischia il processo per la morte dell’ebolitano Orlando Petrillo: morì per ritardo nei soccorsi.

Medico rischia processo per la morte di un 51enne ebolitano

Fu colto da infarto dopo una cena consuma in un ristorante di Laureana Cilento. Nonostante le continue chiamate al 118 il mezzo di soccorso arrivò in ritardo e per questo i familiari si rivolsero alla magistratura.

Ora, per il decesso del 51enne Orlando Petrillo di Eboli, rischia il processo il medico in servizio presso il Saut di Castellabate Anna Auricchio. Il camice bianco il prossimo 12 novembre comparirà dinanzi al giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Vallo della Lucania.

Il gup è chiamato a decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio formulata dal magistrato titolare del fascicolo aperto all’indomani della denuncia presentata dai familiari dell’uomo. Pare che questi ultimi si costituiranno parte civile nel procedimento. Orlando Petrillo spirò in un parcheggio dinanzi ad un bar ad Agropoli il 30 settembre del 2018.

L’uomo dopo aver cenato fuori, all’improvviso si sentì male. I titolari del locale, allarmati, immediatamente fecero scattare la richiesta di aiuto. Nonostante le telefonate si ripetevano ad intervalli brevi, l’unità di soccorso – senza il rianimatore è precisato nell’esposto – arrivò sul luogo della segnalazione solo intorno alle 2,30.

All’inizio i soccorritori non ritennero gravi le condizioni di salute del Petrillo, somministrandogli dei medicinali per calmarlo. Col passare dei minuti, il paziente peggiorava a vista d’occhio. Tanto che si decise per un trasferimento d’urgenza all’ospedale di Agropoli.

L’uomo lamentava – secondo quanto denunciato – dei dolori lancinanti al petto e alla schiena, accompagnati da evidente sudorazione e perdita di urina. Lungo il tragitto verso il pronto soccorso, il quadro clinico è precipitato al punto di chiedere l’intervento immediato di un rianimatore.

Le due ambulanze – viene ricostruito nell’esposto alla procura vallese – si incrociano presso il parcheggio di un bar in contrada Marotta, alle porte della città. È in quel punto che, verosimilmente, vengono effettuate le manovre di rianimazione al paziente che, purtroppo, morirà di lì a poco.

Secondo la Procura i camice bianco è rea di essere stata negligente nella diagnosi “avendo effettuato l’elettrocardigramma sul paziente soltanto alle ore 2,52 nonostante l’ambulanza avesse preso in carico lo stesso alle ore 1,41 a seguito di prima richiesta telefonica al 118 effettuata alle ore 0.53 a seguito di dolore al petto lamentato dal paziente.


Pina Ferro

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