Consorzio di gestione rifiuti: collaborazione tra i comuni di Battipaglia, Eboli e Pontecagnano Faiano

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I Comuni, in rapporto al numero di abitanti avrebbero una percentuale sul consorzio in ordine alle spese di gestione e dei servizi

Battipaglia, Eboli e Pontecagnano Faiano potrebbero unire le proprie forze per creare un consorzio di gestione dei rifiuti e dell’igiene urbana.
L’iter burocratico ed organizzativo tra i tre Comuni è avviato.

A fari spenti, le tre amministrazioni stanno lavorando da mesi su un progetto che costituirebbe un’autentica rivoluzione, soprattutto per Battipaglia che da oltre un decennio utilizza la propria municipalizzata Alba Ecologia (in precedenza Alba Nuova), per i suddetti servizi. L’idea era di ufficializzare l’accordo entro la fine dell’anno, cercando di renderlo effettivo ed attuale già all’inizio del 2016.
L’inchiesta partita il mese scorso su alcuni appalti al Comune di Pontecagnano Faiano, con l’iscrizione nel registro degli indagati anche del sindaco Ernesto Sica, ha momentaneamente rallentato tale operazione.
Che sarà ripresa non appena da Pontecagnano giungeranno segnali confortanti.

L’idea sarebbe quella di costituire un consorzio sull’esempio dei Piani di Zona per i servizi sociali.
I Comuni, in rapporto al numero di abitanti e alle specifiche esigenze, avrebbero una percentuale sul consorzio in ordine alle spese di gestione e dei servizi.
Si tratta di un progetto già ampiamente sperimentato in altri territori con risultati soddisfacenti sia sul piano economico che dell’efficienza dei servizi resi alla comunità.

Se per Pontecagnano Faiano ed Eboli il risultato immediato sarebbe nella rescissione dei contratti tra i Comuni e le aziende esterne che al momento gestiscono il servizio di igiene urbana, a Battipaglia l’operazione comporterebbe la chiusura di Alba Ecologia, prevedendo il passaggio di cantiere dei dipendenti alla futura cooperativa.
I dipendenti di Alba che, ad oggi, si occupano di manutenzione, ossia gli ex operai della municipalizzata Nuova Manutenzione recentemente confluiti in Alba, sarebbero assunti direttamente dal Comune.
Rispettando sia il Patto di Stabilità che il blocco delle assunzioni, giacché si andrebbe a configurare semplicemente un passaggio di personale da un settore all’altro del Comune, trattandosi Alba Ecologia di una municipalizzata con l’ente come socio unico.

Un tentativo simile era stato già sperimentato, ma con risultati negativi che avevano costretto l’amministrazione a variare percorso dopo pochi mesi, dal sindaco Giovanni Santomauro.
Dopo aver scisso Alba Nuova, nel 2010, l’ex primo cittadino aveva deciso di cedere il 40 per cento di Alba Ecologia ad un socio privato (mai effettuato) e di internalizzare gli operai che si occupano del verde pubblico, provvedendo successivamente alla liquidazione di Nuova Manutenzione.
E in effetti, nel 2011, 28 dipendenti di Nuova passarono in seno al Comune ed altri 12 restarono all’interno della società in liquidazione per gestire i servizi di affissione, gli impianti pubblicitari, le lampade votive ed i parcheggi.
Una sentenza della Corte dei Conti per un caso molto simile avvenuto a Frosinone aveva costretto l’amministrazione Santomauro a cambiare idea in maniera repentina.
Dopo mesi di studi e polemiche, con varie ipotesi messe sul tavolo da Santomauro, il 31 maggio 2012 si era giunti all’annullamento della delibera del 28 novembre 2011.
Lo stato di liquidazione era stato revocato, i 40 operai erano stati riassunti all’interno della municipalizzata che era stata pure ricapitalizzata per 3,9 milioni di euro. Era stato un clamoroso ma necessario passo indietro, corretto successivamente dalla commissione straordinaria che aveva liquidato Nuova Manutenzione, trasferendo personale e compiti ad Alba Ecologia.
Se tale progetto cooperativo non dovesse andare in porto, la commissione straordinaria avvierebbe l’iter per l’esternalizzazione dei servizi attualmente svolti da Alba con passaggio di cantiere dei dipendenti.

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