Nuovo furto al cimitero di Pagani: rubate le lettere dalle lapidi

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Furto di cimitero di Pagani: l'ennesimo raid vede un gruppo di ladri rubare le lettere dalle lapidi dei defunti. Sul caso parla il vicesindaco Sessa

Furto di cimitero di Pagani: l’ennesimo raid vede un gruppo di ladri rubare le lettere dalle lapidi dei defunti. Sul caso parla il vicesindaco Annarosa Sessa.

Furto al cimitero di Pagani: il fenomeno continua

Continuano i casi di furto al cimitero di Pagani, dove questa volta i ladri hanno preso di mira le lettere delle lapidi. Si tratta dell’ennesimo atto di cattiveria nei confronti del camposanto liguorino, nonostante ci sia stata di recente l’installazione delle telecamere di videosorveglianza.

Dopo la perdita di diversi portafiori e altri ornamenti avvenuta nell’ultimo anno e mezzo. Questa volta sono state portate via le lettere di ottone, a testimonianza dell’ultimo atto di cattiveria ai danni dei defunti. A pagarne le spese sono soprattutto le sepolture site in uno dei palazzi del cimitero di via Leopardi.

Sul caso è intervenuto il vicesindaco di Pagani, Annarosa Sessa: «L’ennesimo furto nel Cimitero comunale dimostra che abbiamo ragione nel sostenere che occorre intervenire radicalmente con interventi strutturali, non essendo sufficienti anche avanzati sistemi di videosorveglianza (finalmente installati) e non essendo più giustificabili rimpalli di competenze burocratiche che hanno bloccato la città e l’Ente. Ora che è stata trasformata e rimodulata la struttura organizzativa non ci sono più alibi per nessuno e,soprattutto, occorre lavorare assicurando alla città sicurezza e gestione efficace dei servizi. Impelagarsi per settimane e mesi in discussioni inutili ed improduttive, assistere a diatribe personali e di ruolo tra funzionari, voler imporre interpretazioni normative astruse e campate in aria rendono solo ancora più drammatica una situazione disastrosa ereditata. É tempo di agire e di operare, pur in un dissesto finanziario dichiarato e che rimane, snellendo una burocrazia esasperata che continua a ritenere di accantonare i problemi anziché risolverli».

 

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