La Fontana della discordia

Salerno. Dopo due secoli di lontananza, Salerno reclama il possesso della vasca che ha abbellito la cattedrale di San Matteo fino al 1825 quando, Ferdinando I di Borbone la fece trasferire nel capoluogo campano. La battaglia per la restituzione si combatte tra Nino Daniele, assessore alla cultura e al turismo del comune di Napoli e […]

Salerno. Dopo due secoli di lontananza, Salerno reclama il possesso della vasca che ha abbellito la cattedrale di San Matteo fino al 1825 quando, Ferdinando I di Borbone la fece trasferire nel capoluogo campano. La battaglia per la restituzione si combatte tra Nino Daniele, assessore alla cultura e al turismo del comune di Napoli e Luigi Santorelli, ingegnere portavoce dei salernitani che hanno a cuore l’opera.

Oggi è possibile osservare la vasca monumentale progettata da Pietro bianchi nel complesso della Villa comunale di Napoli e fa parte di un monumento denominato “Fontana della tazza di porfido” (nella foto) e pare che ci resterà ancora a lungo visti gli ingenti costi che bisognerebbe sopportare per la rimozione.

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