Melpignano: La notte della Taranta

Il Salento racchiude in una fazzoletto di terra diverse tradizioni linguistiche e culturali. Questo fu il primo territorio colonizzato dai popoli

Il Salento racchiude in una fazzoletto di terra diverse tradizioni linguistiche e culturali. Questo fu il primo territorio colonizzato dai popoli orientali per via della posizione geografica, dall’Albania dista settantadue km.



Saraceni, Bizantini, Longobardi, Mussulmani, hanno plasmato questa terra; Avvenne nel Salento la guerra greco-gotica. È ricordato nei libri di storia l’eccidio di ottocento salentini che non vollero convertirsi all’Islam dopo l’invasione dei Turchi che si fecero particolarmente intensi nel XVI secolo, tanto che vennero edificate centinaia di torri lungo le coste, da cui poter avvistare in tempo le navi corsare.

Il dialetto salentino è molto diverso da quelli della Puglia centro-settentrionale che viene classificato fra i dialetti italiani meridionali. Il dialetto salentino è classificato come meridionale estremo e costituisce una variante della lingua siciliana.

Il dialetto Grecanico

È forse uno dei dialetti più famoso, anche se sta scomparendo, il dialetto Grecanico anche detto Grieko. Nella regione storica della Grecìa Salentina, nel Salento centrale si parla ancora oggi fra gli anziani questo antichissimo dialetto. Il parlamento italiano ha riconosciuto la comunità greca del Salento come gruppo etnico distinto e come minoranza linguistica col nome di “Minoranza linguistica Grica dell’Etnia Grico-salentina“.

La notte della taranta è il legame al tarantismo

Il tarantismo era una forma di isteria, una tradizione popolare, si riteneva essere causata dal morso del ragno della Tarantola o da altri animali ritenuti velenosi come serpenti o scorpioni. Il tarantismo era quasi spesso un sintomo femminile, le donne iniziavano con uno stato di prostrazione, depressione, melanconia, quadri neuropsicologici come catatonia o deliri, dolori addominali, muscolari o affaticamento.



Le credenze popolari ritenevano che l’unica terapia per lenire lo stato di “pizzicata“, e quindi sconfiggere il tarantismo fosse la terapia coreutico-musicale, il soggetto veniva portato in uno stato di trance con una danza frenetica, fenomeno detto anche “esorcismo musicale”.
Si usava la danza sfrenata per consumare il veleno della tarantola fino allo sfinimento. Era comune che dei suonatori di di tamburello, violino, organetto, armonica a bocca ed altri strumenti musicali.

La nascita del festival “la notte della Taranta”

Nel 1998  ci fu la prima edizione del festival della Taranta, nel 2008 nasce la fondazione “La Notte della Taranta”.
Il festival della Taranta nasce per valorizzare cultura e idiomi del Salento. Punta a coinvolgere linguaggi musicali diversi, mirando alla valorizzazione della musica tradizionale Salentina.



La Notte della Taranta fa tappa in 16 comuni salentini: Alessano, Andrano, Calimera, Carpignano Salentino, Castrignano dei Greci, Corigliano d’Otranto, Cursi, Cutrofiano, Galatina, Martano, Martignano, Soleto, Sternatia, Zollino e Lecce.

Il concertone finale si svolge a Melpignano in diretta rai quest’anno sarà il 25 Agosto. Oggi, questo festival della musica salentina attira circa 200mila appassionati che ballano danzano al ritmo di tamburello.
Quest’anno ospite di eccezione sarà LP, Laura Pergolizzi, ad annunciarlo è stato il presidente della fondazione “la notte della Taranta” Massimo Manera.

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