Ospedale Santa Maria dell’Olmo, medico colto da un infarto per i turni massacranti: è grave

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Massimo Infranzi, denuncia e segnala la carenza di personale all'ospedale Santa Maria dell'Olmo dove due suoi colleghi hanno avuto un infarto

Massimo Infranzi, noto e stimato chirurgo e radiologo cavese, denuncia e segnala la carenza di personale all’ospedale Santa Maria dell’Olmo dove due suoi colleghi hanno avuto un infarto.

Medico colto da un infarto: è grave

«Un nostro collega mentre stava facendo la guardia al pronto soccorso è stato colto da infarto ed ora è grave. Lo stesso medico avrebbe dovuto fare due notti nei successivi tre giorni. Qualche giorno prima un altro chirurgo al Ruggi d’Aragona ha avuto un infarto sul luogo di lavoro. Non possiamo più tollerare che le carenze e lo stato di abbandono del reparto mettano a rischio la salute di personale e utenza». A parlare è Massimo Infranzi, noto e stimato chirurgo e radiologo cavese, «erede» di una famiglia di medici.

La sua lunga militanza all’ospedale Santa Maria dell’Olmo  gli permette di analizzare la situazione del reparto di chirurgia, ma soprattutto gli impone di lanciare un grido di allarme. Un nuovo sos, dopo le segnalazioni di carenze di personale in pronto soccorso. «Da contratto non si può sopperire a una carenza di personale in un reparto con personale di un’altra divisione, come la chirurgia, che ha problemi di organico – spiega Infranzi – siamo rimasti in quattro e non riusciamo a coprire i turni. Una collega è in aspettativa da un mese, un altro è stato trasferito a Salerno e di recente un chirurgo è stato colto da infarto mentre lavorava in pronto soccorso, e ora è grave». «È mai possibile – continua – che siamo ad un punto così basso? I medici in servizio vengono sottoposti a turni massacranti, che mettono a rischio la loro salute. Ci preoccupiamo per l’utenza e per i servizi che vengono loro assicurati». La chirurgia ha rappresentato, da sempre, anche per la presenza di alcune eccellenze come la senologia, il ramo oncologico ed altro, un fiore all’occhiello dell’ospedale. Negli anni, complice accorpamenti e carenze di personale, il patrimonio è stato disperso”.

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