Pagani, morte di Francesco Avitabile all’ospedale di Sarno: archiviata la posizione dei medici

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Morte di Francesco Avitabile all'ospedale di Sarno: il giudice ha archiviato la posizione dei medici in merito al decesso del 47enne di Pagani

Morte di Francesco Avitabile all’ospedale di Sarno: il giudice ha archiviato la posizione dei medici in merito al decesso del 47enne di Pagani.

Morte di Francesco Avitabile: i medici non hanno responsabilità

Era deceduto per una setticemia, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Nocera Inferiore, Levita archivia il fascicolo aperto a carico di cinque camici bianchi: due dell’ospedale “Umberto I” di Nocera Inferiore e tre del “Martiri del villa Malta” di Sarno. A riportare la notizia è il quotidiano “Le Cronache”, con la firma di Pina Ferro.

Per il giudici i sanitari che hanno avuto in cura il 47enne Francesco Avitabile di Pagani, non hanno alcuna responsabilità nel decesso del paziente nell’agosto del 2018. Dall’autopsia effettuata sulla salma di Avitabile emerse che la probabile causa della morte ovvero la setticemia, probabilmente era stata causata all’inizio da un’iniezione praticata ad Avitabile per calmare un dolore di schiena attraverso un infiammatorio intramuscolo.

Ad effettuare la puntura era stato il fratello dell’uomo. Non era la prima volta che al 47enne venivano iniettati farmaci intramuscolo per placare il dolore. Questa iniezione avrebbe provocato un ascesso. Il medico di turno in pronto soccorso a Nocera, a cui il 47enne si era rivolto, gli prescrisse un antinfiammatorio da assumere per tre giorni.

Le condizioni cliniche andarono peggiorando e domenica 12 agosto, Avitabile tornò in ospedale a Nocera dove decisero di incidere l’ascesso; il giorno dopo fu dimesso per tornare l’indomani per la medicazione. Il 14 agosto, il dolore era aumentato ma all’”Umberto I” sarebbe stato sottoposto solamente a medicazione.

Il 16 mattina, il 47enne corse in ospedale: la coscia e la pancia sarebbero stati gonfi. Avitabile avrebbe chiesto spiegazioni all’operatore che lo stava medicando ricevendo una rassicurazione sul normale decorso dell’intervento. Nella serata le condizioni peggiorarono: da casa fu chiamata un’ambulanza, fu portato a Sarno perché a Nocera non c’era posto. Al pronto soccorso gli avrebbero somministrato una flebo.

Poi il cuore di Francesco Avitabile si fermò per sempre. Nel decreto di archiviazione il Gup scrive che: “Gli accertamenti sanitari compiuti dal consulente tecnico nominato dalla procura, unitamente all’attenta lettura della cartella clinica e delle deduzioni tecniche fornite da tutte le parti, hanno chiarito l’insussistenza di condotte colpose da parte dei sanitari che ebbero in cura il paziente, essendo stata formulata una diagnosi tempestiva della patologia ed una corretta applicazione dei protocolli”.

Il giudice per le udienze preliminari nello stesso decreto di archiviazione sottolinea anche che l’insorgenza della sepsi è stata immediatamente contrastata dai medici attraverso la somministrazione di antibiotici prima e dalla rimozione chirurgica dell’ascesso “scaturito – scrive il Gup Levita – da una condotta obiettivamente imprudente del fratello della vittima, che gli aveva praticato un’iniezione intramuscolare senza averne titolo”.

L’aggravamento delle condizioni del paziente per il Gup è avvenuto in maniera improvvisa e senza vistosi segnali esterni che potessero far presagire l’esito infausto. Nessuno dei medici che hanno tenuto in cura il paziente avrebbe tenuto condotte omissive tali da influire sul decesso di Avitabile.


Pina Ferro da Cronache

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