Inchiesta

Passate di pomodoro in provincia, aspettative disattese

Le passate di pomodoro in barattolo sono da sempre il condimento rapido ed efficace al fine di generare un sugo in tempi brevi o per gustare il prodotto così com’è (magari su una fetta di pane o in piccole dosi per ossigenare al meglio i muscoli).

Essendo uno dei prodotti più consumati in Italia, nella specifica della zona centro-meridionale, la passata di pomodoro è anche conosciuta come “la regina delle conserve” resa speciale anche per il suo inconfondibile sapore mediterraneo.

Tuttavia, in quanti possono testimoniare che le passate di pomodoro rappresentano il miglior prodotto per famiglie, sportivi e comuni consumatori? Un’indagine fatta sul territorio è molto chiara sulla questione e presenta dei dati a dir poco raccapriccianti.

I dati

Il 90% delle passate di pomodoro in Italia e sulla provincia di Salerno (Capoluogo compreso) sono frutto di scarti. Tutti i pomodori che non sono destinati a divenire pelati, perché fradici, ingialliti o ricchi di parassiti divengono i pilastri delle passate.

Le testimonianza di coloro che hanno avuto modo di svolgere dei lavori estivi in aziende attive in questo settore rendono al meglio l’idea, le passate di pomodoro non riescono a guardarle neanche di sguincio.

Alcuni di loro affermano addirittura che nel “calderone” vadano a finire: parassiti, vermi, fogliame, larve, muffe e chi più ne ha più ne metta. Si tratta di un vero e proprio riciclo di prodotti destinati al macero.

«Il tutto va a finire sulla tavola di mia madre» afferma un lavoratore stagionale «lavorando in questo settore ho avuto modo di vedere delle scene disgustose, quando in famiglia fanno la pasta a me viene il vomito».

È evidente che ci sono aziende all’avanguardia e prodotti di eccellenza su cui si può fare affidamento, il problema è che (in un contesto storico così controverso, dove i controlli sono sempre più sporadici) nei supermercati i prodotti di lavorazioni diverse si mescolano tra loro.

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