Resistenza a pubblico ufficiale, violenza e minacce: quindici occupanti abusive a processo

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Dovranno comparire il 5 marzo dinanzi al Tribunale di Salerno

BATTIPAGLIA. Dovranno comparire il 5 marzo dinanzi al Tribunale di Salerno quindici donne che, nel 2013, avrebbero opposto resistenza alle operazioni di sgombero degli alloggi popolari di viale Manfredi. Il giudizio immediato è stato disposto lo scorso 26 gennaio dal giudice dell’udienza preliminare, Donatella Mancini. Le imputate sono Concetta Caprio, difesa dall’avvocato Giovanni Concilio, Katiuscia D’Eboli e Maria Carmela Di Michele rappresentate dall’avvocato Pietro Di Stefano, Lucia Noschese, Gerarda e Giuseppa Giffoni difese dall’avvocato Raffaele Francese, Angela Carucci, Giuseppa Pannullo, Maria Della Palma e Santina Vicidomini con l’avvocato Angela Inghilleri, Gerarda Sofo e Francesca Pannullo con l’avvocato Carmela Capozzolo, Giorgina Guidi difesa dall’avvocato Giovanni Linguadoca, Donatina Iadanza con l’avvocato Marco Di Feo, Carmela Nigro rappresentata dall’avvocato Amedeo Sebastiano.

Le quindici donne dovranno rispondere di resistenza a pubblico ufficiale in concorso, con l’aggravante del numero. Stando a quanto descritto dall’accusa, le occupanti abusive di viale Manfredi, in occasione degli sgomberi del 29 ottobre 2013, avrebbero usato violenza e minaccia per opporsi alle forze dell’ordine al fine di impedire loro il compimento dell’attività di sgombero e costringere gli operanti a desistere dall’adempiere il proprio dovere. In particolare, le imputate avrebbero opposto una lunga e coesa resistenza attiva, posizionando oggetti ingombranti dinanzi al portone della palazzina C interessata allo sgombero al fine di impedire l’ingresso alle forze dell’ordine, cospargendo benzina sulla prima rampa di scale e creando una muraglia umana sulla seconda rampa, incatenandosi lungo la ringhiera, dimenandosi con forza e violenza.

La Caprio e la Noschese, inoltre, avrebbero anche promosso ed organizzato l’attività di resistenza alle forze dell’ordine, al fine di impedire lo sgombero, fornendo direttive anche telefoniche circa le iniziative da intraprendere. Concetta Caprio dovrà rispondere anche di violenza e minacce a pubblico ufficiale perché, nei pressi del Comune ed in presenza dell’allora consigliere comunale Orlando Pastina, avrebbe minacciato ed aggredito, verbalmente e fisicamente, l’ingegnere Franco Ruggiero, dipendente del Comune di Battipaglia inserito, all’epoca dei fatti, nel settore tecnico e ambiente, e delegato ad occuparsi della pianificazione per la sistemazione provvisoria dei nuclei familiari sgomberati. Secondo l’accusa, Caprio avrebbe provato a costringere Ruggiero ad omettere atti del proprio ufficio inerenti lo sgombero proferendo le seguenti parole: “che cosa avete combinato (riferendosi allo sgombero), ti dovrei solo picchiare e non lo faccio perché Pastina è amico tuo”. Ulteriormente, mentre il Ruggiero si accingeva ad allontanarsi, la Caprio avrebbe allungato una mano verso il suo collo con l’intento di stringerlo. Condotta che sarebbe stata fermata dall’intervento di Pastina. Al processo sarà presente anche il Comune di Battipaglia, costituitosi parte civile (con apposita delibera della commissione straordinaria firmata giovedì) per ottenere la giusta condanna degli imputati ed il risarcimento di tutti i danni patrimoniali, morali e quanti altri di ogni natura e specie derivatigli in dipendenza della condotta degli imputati. In difesa dell’ente ci sarà Giuseppe Lullo, dirigente del settore avvocatura comunale.

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