Cronaca

Rutino, scoppia il caso del “Totem della pace”

Rutino, rischia di divenire un caso internazionale l’abbattimento e la conseguente rimozione del celebre “Totem per la pace”

Rischia di divenire (se non lo è già diventato) un vero e proprio caso internazionale: da alcuni giorni, nel paese di Rutino, per decisione dell’Amministrazione comunale, si sta procedendo all’abbattimento ed alla conseguente rimozione del celebre “Totem per la pace”, costruzione simbolica da dieci anni ubicata presso la Chiesa del paese.

“Totem della pace”, un caso internazionale

Il “Totem per la pace” non è una costruzione qualunque. È simbolo di una sinergia concreta fra le istituzioni portata avanti dalla Fondazione Mediterraneo e dal suo Presidente, l’Arch. Michele Capasso avente per tema il valore della pace, l’ecumenismo e la fratellanza universale. Da alcuni giorni, con raccapriccio, lo stesso Presidente Capasso è stato avvertito dell’imminente demolizione della stessa opera, una demolizione pienamente giustificata dal primo cittadino del paese cilentano, Giuseppe Rotolo, con una rassicurazione ed un impegno di “ricostruire il Totem in altro luogo e dedicarlo alla memoria di Michele Voria”.

Il nome di Michele Voria è caro alla memoria dei rutinesi ma ancora di più è caro alla Presidenza della Fondazione Mediterraneo. Fu lui ad aver sposato, una decina d’anni fa, l’idea quasi folle di ospitare il Totem nel suo paese, sulla scia della sua istallazione nelle città più importanti del Mondo. Grazie alla sua lungimiranza ed al suo impegno, Rutino entrò di diritto tra le
“città della pace”.

“È proprio un insulto quello perpetrato dal sindaco di Rutino Giuseppe Rotolo-dichiara Michele Capasso- un insulto al suo Paese, ai suoi concittadini che con entusiasmo avevano collaborato – ciascuno secondo le proprie possibilità – all’edificazione del primo “Totem della Pace” nel mondo nel 2010. Un insulto ai 120 Paesi promotori del simbolo della pace che lo hanno realizzato o lo stanno realizzando, rispettandolo non solo come opera d’arte ma, soprattutto, per l’alto valore simbolico che rappresenta: la pace, il dialogo interreligioso ed il rispetto di tutta l’umanità. -La demolizione del Totem, continua Capasso- rappresenta un insulto per le istituzioni internazionali promotrici del “Totem della Pace nel mondo” che – non senza perplessità – rilasciarono il loro benestare a che la prima opera monumentale fosse realizzata in uno sperduto paesino cilentano di poche centinaia di abitanti che, grazie a questa iniziativa, sarebbe stato conosciuto in tutto il mondo passando il testimone a siti e Paesi che dopo di lui lo hanno realizzato: dalla Terra Santa al Parlamento del Marocco, dalla Farnesina a Palazzo Chigi, dalle
Nazioni Unite al Parlamento europeo, dai Parchi nazionali di tutto il mondo alla Repubblica di Malta, dall’Assemblea parlamentare del Mediterraneo alla FAO, dalla Tunisia all’Iraq, nella città di Erbil che pochi giorni fa Papa Francesco ha visitato e dove è stato dedicato alle vittime innocenti delle faide religiose, da Mosoul a Bagdad.



”Furono tre i Pontefici che sostennero e benedissero “Il Totem per la pace”: San Giovanni Paolo II°, Benedetto XVI° e Papa Francesco che nel 2015, nel porto di Napoli, visitò l’opera gemella di quella di Rutino contenente l’urna con le reliquie dei migranti morti nel mare. Nel corso degli anni, sono stati molteplici i rappresentanti delle religioni che lo hanno strenuamente voluto consentendo, con il loro nulla osta, che la prima opera dedicata proprio al dialogo interreligioso ed alla legalità fosse realizzata “in maniera permanente ed inamovibile” a Rutino: dai Cardinali Pietro Parolin, Roger Etchegaray, Raffaele Martino, Carlo Maria Martini, Crescenzio Sepe al Patriarca dei latini di Gerusalemme S.B. Mons. Fouad Twal; da Shimon Peres e Leah Rabin ai Premi Nobel Naguib Mahfous e Shirine Ebadi. Qui la lista è davvero impressionante a testimonianza del corale appoggio al simbolo universale della pace.

“Il Totem fu fortemente voluto anche dall’allora Vescovo emerito di Vallo della Lucania Mons. Giuseppe Rocco Favale: fu lui a proporre che l’opera fosse realizzata dinanzi alla chiesa offrendo l’area di proprietà della curia e consentendo che fosse “inamovibile” (in cemento armato e con pali di fondazione profondi molti metri): tutto questo per “una simbiosi tra il simbolo della pace ed il luogo della pace”, racconta il Presidente della Fondazione Mediterraneo. “Un insulto a Teresa, Nicoletta, Antonio, Michele, Pasquale, Marisa, Gelsomina, il “Priore”, Carmine, Luana, Annalisa che con la maggioranza dei loro concittadini rutinesi vollero fortemente l’opera.

Un insulto alla Fondazione Mediterraneo – attuatrice del “Totem della Pace” nel mondo – che con il suo presidente ha impegnato anni e risorse per realizzare l’opera monumentale a Rutino.
Un insulto all’artista internazionale Mario Molinari, conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo, ed alla sua famiglia per la distruzione di un’opera d’arte monumentale.” Nei giorni scorsi La Fondazione Mediterraneo ha contestato al Sindaco Rotolo la demolizione dell’opera monumentale senza minimamente avvertire le istituzioni ed i soggetti interessati, contrastando quanto stabilito negli atti intercorsi, le normative vigenti e, soprattutto, la volontà dei suoi concittadini.

Questi ultimi, al contrario, avevano condiviso con il precedente sindaco Michele Voria la costruzione dell’opera monumentale dinanzi alla Chiesa attraverso una consultazione preventiva che produsse un risultato plebiscitario.
A queste accuse, è stata pronta la risposta dell’Amministrazione comunale, che, respingendo le accuse, ha assicurato la ricostruzione dell’opera e la dislocazione della stessa in altro luogo dedicandola alla memoria del compianto Sindaco Voria.

La notizia della demolizione ha suscitato molte reazioni internazionali come espressamente riferito dal Presidente: il Comitato internazionale per il “Totem della Pace nel mondo” si è riunito a Rabat il 6 e 10 marzo scorsi: il presidente prof. Abdelhak Azzouzi in un comunicato ha espresso “riprovazione e disdoro diffidando il sindaco a sospendere ad horas la demolizione ed a ripristinare l’opera monumentale com’era e dov’era”, chiarendo che non è possibile “spostarla” né ricostruirla in altro sito.

Nello stesso comunicato si precisa che “mai il Comitato internazionale e le istituzioni internazionali partner del ‘Totem della Pace’ forniranno il nulla osta per la realizzazione dell’opera in altro luogo del piccolo borgo”, come il sindaco Rotolo afferma di voler fare anche per arginare la protesta dei concittadini.

La demolizione, inoltre, comporterebbe, a detta del Comitato internazionale per il “Totem per la pace” la radiazione dalla rete delle “Città per la pace nel mondo” che proprio il compianto Sindaco Voria coordinò per alcuni anni.
Contrario alla demolizione del “Totem per la pace” anche Il professor Massimo Pica Ciamarra – membro del Comitato internazionale e tra i più importanti architetti ed urbanisti – evidenzia “la scelleratezza di questa azione che distrugge, oltre al simbolo, un pezzo di memoria del piccolo borgo di Rutino” .

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