Eventi e cultura

“Coppèlia – L’uomo della sabbia” in scena al Teatro delle Arti

SALERNO. Dopo il grande successo di “Revolving Karma”, al suo debutto nella cornice del prestigioso Ravello Festival 2017, torna il Progetto Formazione @Motion nella sua versione invernale che, dopo “Lo Schiaccianoci” e “Romeo e Giulietta”, si mette alla prova con la rivisitazione di un’altra perla del repertorio ballettistico: “Coppèlia”.

Lo spettacolo

Giovedì 11 Gennaio alle ore 19.45, il palcoscenico del Teatro della Arti di Salerno sarà il luogo dove oltre 70 allievi danzatori, selezionati tramite audizione tra le migliori scuole di danza della Campania, si esibiranno insieme ai ballerini professionisti della compagnia @Motion e ai solisti del Teatro San Carlo Claudia D’Antonio e Stanislao Capissi.

Il progetto

Il progetto nasce da un’idea del M°Fabrizio Esposito, direttore artistico e fondatore della compagnia di danzatori @Motion, il quale attraverso una partnership con il Liceo Coreutico Alfano I di Salerno e la scuola Academy Dance di Piera Guariniello, ha creato un concept che ha permesso ai giovani allievi selezionati di studiare con professionisti di alto livello e di partecipare ad una vera e propria produzione di balletto, vivendo in prima persona l’atmosfera e il tipo di impegno che si affrontano nel mondo delle compagnie professionistiche di danza.

Gli obiettivi del progetto sono chiari: formare i giovani danzatori alla tipologia di lavoro richiesta e sostenuta quando si danza in una compagnia, attraverso la partecipazione a lezioni di danza classica e danza contemporanea, ed a prove destinate alla messa in scena di una vera e propria produzione a teatro.

Come per tutte le altre produzioni, anche il titolo scelto per questa stagione, appunto “Coppèlia”, si fa portatore di coreografie completamente originali, che sono state curate per l’occasione dai maestri Fabrizio Esposito, Massimiliano Scardacchi, Antonella Iannone e Fioravante Botta, con l’aiuto di Luigi Pagano e Luisa Clemente. Il libretto è stato rielaborato da M.Rosaria Carifano prendendo spunto dal racconto originale dell’autore tedesco ottocentesco E.T.A. Hoffmann, a cui il balletto è ispirato fin dalle sue origini: “L’uomo della sabbia”, molto più “gotico” e introspettivo della trasposizione ballettistica.

In questo adattamento, infatti, il nucleo centrale della trama è rispettato, ma la cornice che ne contestualizza gli eventi – narrata dalla voce di Giuseppe Pavarese – rivela dettagli che il repertorio canonico non aveva mai portato in scena.

La trama

Coppèlia – L’uomo della sabbia” è ambientato in un piccolo villaggio della Galizia, dove la vita scorre tranquilla. Gli abitanti vivono in pace e armonia tra loro e si dedicano alle attività lavorative e ai momenti di festa. Lo scienziato Coppèlius, però, ne turba la serenità, mettendo costantemente in mostra la figlia Coppèlia al balcone di casa. Tutti i ragazzi del paese, infatti, si invaghiscono di lei, anche Franz, nonostante la promessa d’amore fatta alla fidanzata Swanilda. Nessuno è mai riuscito a vedere la ragazza da vicino, tantomeno a parlarle, e la figura dello stesso Coppèlius è avvolta dal mistero. Perciò Swanilda e Franz, all’insaputa l’una dell’altro, si intrufolano di nascosto nel laboratorio dello scienziato. Ciò che nessuno sospetta è che Coppèlius sia un alchimista che da anni prova a replicare artificialmente la vita umana all’interno di bambole meccaniche.

Anni prima, addirittura, era stato presente e corresponsabile di un’esplosione che aveva coinvolto e ucciso il padre di Franz, che da allora ha sempre cercato le prove della sua malvagità, incappando, però, in Coppèlia – lei stessa un mero automa – e infatuandosene. Scoperto l’inganno della “finta” figliola e prese le sembianze di Coppèlia, Swanilda, non riconosciuta né da Coppelius e né da Franz, si trova a salvare la vita all’amato, messo in pericolo a causa dei trucchi dello scienziato, desideroso di impossessarsi dell’anima del ragazzo per trasferirla nell’amata bambola.  Una volta scappati dal laboratorio, i due innamorati capiscono di essersi trovati davanti soltanto ad un povero vecchio, illusosi per tanti anni di possedere la chiave di enormi poteri.

Tornati in paese, Franz e Swanilda festeggiano la ritrovata complicità con un gioioso divertissement che coinvolge tutti.

Sarà un Franz ormai anziano a raccontare la storia, desideroso di far comprendere al suo amico Nathaniel quanto siano più pericolose le nostre convinzioni errate della realtà stessa, la nostra personale paura in grado addirittura di plasmare i fatti, filtrandoli attraverso la sua visione pur di convincersi della ragione.

 

Non resta, dunque, che augurare un sentito “in bocca al lupo” a tutto lo staff della produzione, ma soprattutto ai giovani tersicorei che avranno la possibilità di mettersi alla prova con un progetto così importante per accrescere il proprio bagaglio esperienziale e scenico.

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