Cronaca

Salerno, scappa con i soldi dei viaggiatori: agente nei guai

SALERNO. La Procura di Salerno gli ha contestato 23 casi di truffa ma per gli investigatori potrebbero essere anche di più. Solo in sette, però, si sono costituiti parti civili contro Alfonso Sergio, l’agente di viaggio che nell’agosto del 2014, chiuse l’agenzia e fece perdere traccia di sé intascando i soldi delle vacanze di diversi salernitani.

Come racconta il quotidiano Il Mattino, prenotazioni effettuate tra marzo ed agosto di quello stesso anno. Il gup Stefano Berni Canani ha ieri accolto la richiesta del pm Katia Cardillo e lo ha rinviato a giudizio. Sergio, difeso dall’avvocato Agostino De Caro, è irreperibile da allora, da quando ha messo un cartello «chiuso per ferie» davanti alla sua agenzia in via Fieravecchia, e non ha più riaperto la serranda fuggendo via con i soldi delle vacanze di ignari clienti.

Secondo i primi calcoli della procura, avrebbe intascato più di 50mila euro in assegni e circa 23mila euro con le carte di credito. Per questo motivo il reato che gli è stato contestato è di appropriazione indebita aggravata dall’abuso di prestazione d’opera. Tra marzo e agosto 2014 fu truffata anche una coppia che a settembre di quell’anno avrebbe dovuto partire per il viaggio di nozze.

Sergio gli organizzò un viaggio da novemila euro ricevendo un acconto di 7.700 euro a mezzo di due bonifici bancari mentre il resto dell’importo fu messo a lista di nozze, aperta (ovviamente) presso la sua agenzia di viaggi. Gli sposini riuscirono non soltanto a completare il pagamento del viaggio, grazie ai regali dei propri ospiti, ma vi fu una eccedenza di 4.050 euro di cui loro non furono messi a conoscenza.

Tra i casi oggetto di contestazione, anche quello di un viaggio a New York prenotato a gennaio 2014. L’ignaro cliente prenotà presso la Trading&Travel un pacchetto, dando un acconto di 5mila euro, chiesto per l’acquisto dei biglietti. Cosa che non fu mai fatta. La caratteristica dell’agente truffatore era anche quella di raccontare bugie per rendere credibili i suoi ritardi nell’emettere i titoli di viaggio.

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