Spese telefoniche “pazze” a Buonabitacolo, sindaco smentisce: «Importo sbagliato»

Rinaldi ha precisato che l’importo comprende i canoni di connessione a Internet di tutti gli edifici pubblici, comprese le scuole

BUONABITACOLO. In merito alla notizia apparsa sabato scorso su alcuni quotidiani locali sui presunti costi sostenuti dal Comune di Buonabitacolo nel 2014 per spese telefoniche, interviene con una nota stampa il sindaco di Buonabitacolo Elia Rinaldi, nella quale precisa che «l’importo riportato nell’articolo non corrisponde affatto alle spese telefoniche, bensì a una quota dei fondi POR 2007-2013 spesi per la realizzazione del progetto Info point, un’opera destinata al turistico locale, attuata dalla precedente amministrazione comunale».

L’equivoco è nato dal fatto che, anziché fare riferimento ai costi per la telefonia riportata sul sito del Governo soldipubblici.gov.it, è stata erroneamente richiamata la voce «Infrastrutture telematiche», che nel caso di Buonabitacolo si riferisce alle spese sostenute in passato per realizzare l’info point, e quindi cosa ben diversa dai canoni telefonici. L’errata notizia, purtroppo, ha suscitato polemiche e malumore tra i cittadini del piccolo paese del Vallo di Diano.

A questo proposito, il sindaco ha ritenuto opportuno chiarire subito l’equivoco e ha anche aggiunto: «Una notizia simile potrebbe vanificare l’intenso lavoro di risanamento dei conti che stiamo facendo da quando ci siamo insediati. Forse il nostro è uno dei pochi Comuni in Italia ad aver davvero messo in pratica la spending review: in otto mesi di amministrazione abbiamo ridotto le spese di circa il 70 per cento e ricominciato a pagare i creditori». Infine, in merito ai costi di telefonia realmente sostenuti, il primo cittadino ha chiarito che il Comune di Buonabitacolo spende complessivamente 11 mila euro all’anno, una cifra assolutamente più bassa di quelle sostenute da molti Comuni del Vallo di Diano.

Anche a questo proposito, Rinaldi ha inoltre precisato che l’importo comprende anche i canoni di connessione a Internet di tutti gli edifici pubblici, comprese le scuole del paese, della biblioteca comunale e della rete wi-fi pubblica.

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