Timbrano cartellino e vanno via, quattro dipendenti comunali a processo

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Secondo l'accusa, i dipendenti si sarebbero allontanati arbitrariamente dal luogo di lavoro, riuscendo a marcare il proprio cartellino (badge)

SCAFATI. Dovranno rispondere di truffa aggravata quattro dipendenti del Comune di Scafati. Si tratta di G.B. , V.P. , S.G. e G.G., tutti rinviati a giudizio nell’ambito dell’indagine definita “Mal comune“, condotta dalla Guardia di Finanza da aprile a maggio 2016.

Dipendenti timbrano cartellino e vanno via

Secondo l’accusa, i dipendenti si sarebbero allontanati arbitrariamente dal luogo di lavoro, riuscendo a marcare il proprio cartellino (badge), segnalando ai funzionari del Comune la loro presenza.

Così sarebbero riusciti a raggiungere le ore utili per avere stipendio e accessori, procurando un danno all’Ente, che non avrebbe usufruito invece dei loro servizi effettivi. Alcuni degli imputati rispondono dell’accusa di truffa in concorso, perché si sarebbero scambiati rispettivi favori per timbrare ognuno il cartellino elettronico dell’altro.

Cosa rischiano i furbetti del cartellino?

Secondo le ultime disposizioni di legge, i furbetti del cartellino vanno sospesi in via cautelare dal servizio, senza stipendio, entro 48 ore dalla scoperta della falsa attestazione di presenza. Se il fatto verrà confermato, il licenziamento scatterà al massimo entro 30 giorni, durante i quali il lavoratore potrà esercitare il proprio diritto di difesa.

Il dipendente licenziato sarà inoltre denunciato all’autorità giudiziaria per danni all’immagine della pubblica amministrazione.

Sanzioni sono previste anche per chi deve far valere la procedura e non lo fa. Per i dirigenti inadempienti si configura la responsabilità civile solo per dolo e colpa grave. Il dirigente rischia comunque a sua volta il licenziamento se omette di sospendere dal servizio immediatamente (entro le 48 ore) il furbetto colto sul fatto e non attiva il procedimento disciplinare nei suoi confronti.

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