Aeroporto di Salerno, servono altri 46 milioni

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Il totale degli investimenti previsti inseriti nel progetto validato dai ministeri delle Infrastrutture prima, e dell'Economia poi, è di 86,4 milioni

Qual è l’entità finanziaria dello sviluppo dell’aeroporto di Salerno nell’ottica della realizzazione della rete unica regionale? Il totale degli investimenti previsti inseriti nel progetto validato dai ministeri delle Infrastrutture prima, e dell’Economia poi, è di 86,4 milioni di euro.

Fondi per l’aeroporto di Salerno

Stando a quanto riportato dal documento finanziario approvato dal Ministero, i 46,4 milioni che mancano all’appello sono «a carico del gestore». E cioè di Aeroporto di Salerno spa. Somme che difficilmente potrebbero essere nelle disponibilità della società di gestione, senza la necessaria garanzia – ottenuta tramite la fusione che però, al momento non c’è ancora – degli investimenti anche da parte della Gesac.

A cosa servono questi 86 milioni?

La voce più importante del piano di sviluppo sono le opere infrastrutturali: la pista, il nuovo terminal, l’area parcheggi, e i nuovi edifici che dovranno essere realizzati. Per un totale di 50,7 milioni di euro. Al secondo posto c’è il capitolo degli espropri che incidono sugli equilibri finanziari per 27 milioni di euro. Segue poi, la voce delle cosiddette opere provvisionali, e cioè la deviazione dei due torrenti Votaladri e Diavolone, il cui costo è di poco inferiore ai 9 milioni. Cifre, quelle contenute nel piano di investimenti approvato, molto simili a quelle inserite nel piano originario – quello del 2013 – in cui, ovviamente, mancavano i 40 milioni del decreto Sblocca Italia, allora inesistente, e c’erano i circa 22 milioni di euro di fondi europei Pon reti e mobilità 2007-2013. Fondi mai confermati all’aeroporto. E anche in presenza di quei fondi, la società di gestione dello scalo avrebbe dovuto caricarsi di un investimento di 64,6 milioni di euro. Attraverso un indebitamento bancario pluriventennale. Quel piano di investimenti, nel 2013, fu bocciato dalla Ragioneria Generale dello Stato e dal dipartimento delle Finanze.

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